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Atelofobia

Atelofobia

Aggiornato il: 7 Mag, 2026

Dal greco atelés e phobos, imperfetto, e paura. L’atelofobia indica la paura di non riuscire a raggiungere la perfezione in nessun ambito della propria vita. L’atelofobia si colloca fra i disturbi d’ansia, e consiste del timore persistente ed intrusivo di non essere mai abbastanza bravi o di non raggiungere la perfezione. Questa paura può riguardare qualsiasi aspetto della vita dell’individuo, inclusi il lavoro, le relazioni personali o le performance in generale.

Sintomi dell’atelofobia

I sintomi dell’atelofobia possono variare a seconda dell’individuo, ma generalmente includono ansia intensa, attacchi di panico, evitamento di situazioni che possono portare a sentimenti di imperfezione, e comportamenti ossessivo-compulsivi come il perfezionismo estremo (Buhlmann et al., 2002). Inoltre, gli individui affetti da atelofobia possono avere una bassa autostima e sperimentare sensi di colpa o vergogna quando percepiscono di non aver raggiunto il livello di perfezionismo che desiderano.

Manifestazione clinica

La manifestazione clinica dell’atelofobia si caratterizza generalmente per la presenza di un’eccessiva preoccupazione per l’errore o per il fallimento, e un’incapacità di accettare critiche o feedback negativi. Questa paura può portare all’evitamento di attività o situazioni in cui l’individuo potrebbe essere giudicato, come il lavoro o la scuola.

Spesso, l’atelofobia può essere associata ad altre condizioni psicologiche, come il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), i disturbi d’ansia e la depressione (Mallorquí-Bagué et al., 2017).

È importante notare che l’atelofobia, come tutte le fobie, richiede una diagnosi clinica da parte di un professionista della salute mentale. Se si sospetta di avere l’atelofobia, è importante consultare un professionista per una valutazione completa e un trattamento appropriato.

Cause e fattori di rischio dell’atelofobia

Gli studi evidenziano una debole correlazione con la variabile genetica. Se da una parte è vero che i primi sintomi si manifestano spesso durante l’infanzia o l’adolescenza, sembra più probabile che eventi traumatici di natura interpersonale ricoprano un ruolo centrale. Altro fattore di rischio è legato al genere biologico di nascita: le donne, infatti, risultano possedere un rischio aumentato rispetto agli uomini.

Il trauma ha generalmente carattere interpersonale e cumulativo. Ciò significa che stili educativi rigidi, distanzianti o iperprotettivi, inducono il bambino a quella ricerca della perfezione che ha appreso garantirgli l’amore del genitore. Episodi di abuso emotivo o fisico possono allo stesso condurre ad aspetti di perfezionismo, vissuti penosi di fallimento legati agli alti standard imposti dal contesto familiare.

Trattamento e cura dell’atelofobia

Obiettivo fondamentale del trattamento cognitivo comportamentale centrato sull’atelofobia, è rendere consapevole la persona rispetto agli schemi disadattivi precoci che costituiscono il disturbo.

  • Esplorare le situazioni in cui il disagio è più intenso porterà competenza rispetto agli schemi di pensieri, emozioni e comportamenti che alcuni stimoli sono in grado di attivare.
  • Circa gli scopi che quegli schemi proteggono, e le vulnerabilità che sono finalizzati a difendere.
  • Pratiche di ristrutturazione cognitiva, accettazione (ACT) ed esposizione con prevenzione della risposta (ERP), in seguito consentono la remissione sintomatologica ed un diverso adattamento negli ambiti interpersonali, famigliari e professionali.
Fonti Bibliografiche

Buhlmann, U., Glaesmer et al. (2009). Updates on the prevalence of body dysmorphic disorder: a population-based survey

Mallorquí-Bagué, N., Vintró-Alcarazet et al. (2017). Emotion regulation as a transdiagnostic feature among eating disorders: cross-sectional and longitudinal approach

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