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Dentro il Disturbo Disforico Premestruale - Parte 1

Dentro il Disturbo Disforico Premestruale – Parte 1

Aggiornato il: 7 Mag, 2026

Ho deciso di condividere la mia esperienza perché credo le donne meritino più rispetto e attenzione, e che ciò passi anche nel parlare di condizioni comuni ma potenzialmente invalidanti che possono incontrare come Disturbo Disforico Premestruale (PMDD). Mentre in tal senso a mancare sono già delle banali informazioni di base che spieghino come il proprio corpo possa essere influenzato da alterazioni legate a questo disturbo, e come rispondere alle difficoltà che comporta.

Sono una psicologa e dedico molta attenzione al mio percorso terapeutico e di supervisione. Ed è proprio dall’esperienza condivisa con il mio psicoterapeuta, che ringrazio, che nasce questo articolo.

Ho un’ampia esperienza nel supportare l’altro a risolvere le proprie difficoltà, ma sono anch’io vulnerabile.  E nonostante la mia formazione universitaria e professionale non sono per nulla immune ai problemi della vita. Due volte al mese il disturbo disforico premestruale prende letteralmente il sopravvento su di me. Ed in questo periodo non sono solo io a soffrire. Anche la mia famiglia soffre con me.

Disturbo disforico premestruale, la sofferenza silenziosa

 

Il disturbo disforico premestruale è una di quelle cose di cui quasi non si parla. Molte donne non sanno nemmeno di soffrirne perché spesso anche nei contesti sanitari non viene rilevato, e risulta quindi sotto diagnosticato. Riconoscerne i segni e i sintomi con il mio terapeuta, con la ginecologa e nella vita dei miei pazienti, mi ha permesso invece di scoprire quanto sia comune. Per questo ho deciso di condividere la mia storia e la mia conoscenza del disturbo disforico premestruale. Spero di aiutare altre donne a capire meglio questa condizione, ed attuare alcune strategie che permettono di limitare il disagio che comporta.

Il disturbo disforico premestruale genera un’ampia varietà di sintomi, e soffrire in silenzio può peggiorare ulteriormente la situazione. Quando inizio una seduta con una donna, ho l’abitudine di chiedere informazioni sul ciclo e sull’umore, sulla contraccezione e su altri fattori che potrebbero influire pesantemente sulla salute, come il sonno, l’appetito, il consumo di caffè, il fumo e l’alcol. Anche quando lavoro con coppie tengo conto degli sbalzi d’umore, poiché so che possono avere un impatto significativo sulla vita di coppia e sulla relazione.

Nei primi mesi in cui ho preso coscienza del problema che vivo, mi è spesso capitato di chiedermi come poter essere certa di soffrire di disturbo disforico premestruale, piuttosto che di una forma depressiva o semplice stress. È un dubbio ricorrente in chi soffre di questo disturbo, ma può essere chiarito stabilendo se c’è una ricorsività fra la comparsa dei sintomi, ed una certa fase del ciclo. Io posso quindi esserne certa proprio perché riconosco il modo in cui bruscamente cambia il mio umore durante un certo periodo del mio ciclo. Le persone che mi sono vicine, oggi ne leggono i segnali, sono divenute competenti su questo aspetto, e piuttosto che invalidarmi o criticarmi mi aiutano a superare questo periodo difficile.

Il peso degli ormoni

 

il disturbo disforico premestruale ed i cambiamenti umorali legati al ciclo mestrualeHo un matrimonio felice, tre figli, una professione che amo. La mia vita quotidiana è piena di impegni e scorre senza problemi. Solitamente ho un umore positivo, sono piena di energia, aperta al mondo che mi circonda ed ho la maggior parte delle cose sotto controllo. Questa è l’immagine che ho di me stessa nella maggior parte dei giorni del mese. Con delle spiacevoli eccezioni.

Due volte al mese, durante l’ovulazione e il ciclo mestruale, il mio equilibrio ormonale viene sconvolto. In questo stesso momento mi ritrovo a farci i conti, e cercherò quindi di descrivere questa esperienza, anche se difficile da esprimere a parole.

L’ondata emotiva

il disturbo disforico premestruale ed i cambiamenti umorali legati alla fase lutealeIn alcuni momenti del mese, quando gli ormoni cominciano a fluttuare, posso notare cambiamenti importanti nella mia routine quotidiana. Il mio sonno ne risente, sono irritabile e sensibile alle piccole cose, il mio corpo è agitato, i miei sensi sono acuiti e anche i rumori più lievi mi infastidiscono.

Sono anche molto emotiva. Una battuta innocua ed a volte perfino una pubblicità può farmi piangere, e, mi sento in balia delle mie emozioni. Vorrei nascondermi dal mondo, rintanarmi in un posto sicuro. La mia famiglia soffre con me, e mio marito, che da tempo affronta queste situazioni, si assume compiti extra a casa per aiutarmi. Ma è il mio rapporto con me stessa che subisce i maggiori cambiamenti. I miei pensieri diventano cupi, tristi e privi di speranza. Perdo la fiducia in me stessa.

Ma ho la fortuna di avere un compagno premuroso che mi ricorda che presto tutto passerà. Delle relazioni che ho curato, preparando le persone importanti della mia vita a starmi vicino quando ne ho bisogno, o semplicemente a trascurare atteggiamenti problematici che non hanno alcun legame con loro, ma solo con la biologia del mio corpo.

Come ho scoperto di soffrire del disturbo disforico premestruale?

La mia vita è cambiata da quando ho iniziato ad usare uno IUD ormonale. Si tratta di una spirale che rilascia una piccola quantità di progestinico nell’utero. Un dispositivo medico a scopo contraccettivo che mi era stato fortemente consigliato dalla mia ginecologa dopo la nascita di mio figlio.

Non avrei dovuto farlo, perché i miei sbalzi d’umore sono molto peggiorati. Una sensibilità ai contraccettivi ormonali è probabile nelle donne con disturbo disforico premestruale. Mio marito è stato il primo a notare il legame tra l’acuirsi dei miei sbalzi d’umore e il mio ciclo. Quando parlo di peggioramento è perché ora posso vedere, con il senno di poi, di aver sofferto anche in precedenza di disturbo disforico premestruale. Sebbene i sintomi fossero meno evidenti comunque esistevano. Li ho attribuiti ad altre cause, come i grandi cambiamenti della mia vita, la mancanza di sonno, la dieta sbagliata, le allergie, le intolleranze, il troppo zucchero, la mancanza di esercizio fisico, il senso di colpa di non trascorrere tutto il tempo che avrei desiderato con i miei figli, ed altro ancora.

Ma ancora con il senno di poi ho fatto bene a mettere la spirale, perché con sbalzi d’umore così evidenti non potevo più avere dubbi. Ho impiegato quasi due anni per escludere altre cause, essere sicura che la spirale avesse un ruolo scatenante, e convincere sia il mio medico che il mio ginecologo, entrambi scettici. Poi ho finalmente deciso di farla rimuovere.

Ad oggi sono trascorsi 3 anni, e non ho alcun rimpianto. La vita è tornata ad essere una cosa meravigliosa? No, perché anche in precedenza il mio benessere risente della fasi del ciclo mestruale in cui mi trovo, ma certamente escludere il contraccettivo ormonale evita che il mio disagio si intensifichi. Stiamo ancora lavorando come famiglia per adattarci ai sintomi. Le mie relazioni a volte ne soffrono, e quando non riusciamo a gestire la situazione ciò può portare malumore in famiglia. Ma le strategie che oggi ho adottato consentono una routine per lo più serena, cioè una normalità appagante.

Se sospetti di soffrire di Disturbo disforico premestruale, poniti poche ma importanti domande:

  • C’è un legame tra il mio umore ed il ciclo?
  • L’ultima volta in cui mi sono sentita triste depressa o fragile, in che fase del mio ciclo mi trovavo?
  • I miei cari notano che ogni mese ricorrono delle fasi critiche?
  • Quando percepisci un calo dell’umore confrontalo con la tua fase del ciclo. Annota i tuoi sintomi per riconoscerli più facilmente in futuro.
  • Se soffri di disturbo disforico premestruale, ti renderai sempre più conto che esiste uno schema: fluttuazioni che coincidono con il periodo mestruale, ovulazione o entrambi.

  

  L'umore nelle fasi del ciclo mestruale    

Schemi che si ripetono

Riconosco uno schema preciso che con poche eccezioni si ripete di mese in mese. Una volta individuato lo schema, i segni ed i sintomi di cui è costituito permettono di prevedere e quindi normalizzare i vissuti spiacevoli che potrebbero ricorrere. Quelli che seguono sono i segni e sintomi che fanno parte del mio schema. Alcuni sono comuni, altri meno. Per questo è molto importante individuare la propria costellazione tipica:

Segni e sintomi che il disturbo disforico premestruale sta avanzando.

  • Deflessione dell’umore
  • Ansia
  • Stanchezza
  • Irritabilità per stimoli che solitamente sono in grado di trascurare
  • Aumentata sensibilità ai rumori
  • Criticismo
  • Perdo il mio senso dell’umorismo
  • Perdita della visione d’insieme
  • Piango o mi commuovo facilmente
  • Insonnia
  • Mal di testa
  • Gonfiore e dolore allo stomaco, disturbi digestivi

Segni e sintomi che il disturbo disforico premestruale sta rientrando:

  • Umore positivo
  • Torno ad avere un livello normale di energie, che mi permette di affrontare bene la giornata
  • Mi sento bene col mio corpo
  • Torno a gestire senza fatica le relazioni, traendone soddisfazione o felicità
  • Torno ad essere interessata e divertita dalle piccole cose della vita, come una passeggiata o uno dei miei passatempi
  • Sono più presente a me stessa e con le persone che amo
  • Torno a provare piacere nello stare con mio marito o le mie amiche
  • Sono più creativa ed agile nel problem solving
  • Equilibrio migliore e minore tendenza a cadere
  • Ho una migliore visione d’insieme.

Il disturbo disforico premestruale descrive una condizione cronica che, attualmente, può rendere davvero difficile la vita quotidiana. Un percorso psicoterapeutico può permetterti di costruire strategie efficaci per la gestione dei sintomi, e guidarti verso il benessere. Se vuoi saperne di più, puoi leggere il prossimo articolo.

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