Disturbo Disforico Premestruale, sintomi e trattamenti
Autore: Dott. Festo Terenzio
Il Disturbo Disforico Premestruale (PMDD) colpisce fra il 3 ed il 9% delle donne in età fertile.¹ Sebbene simile alla sindrome premestruale, la PMDD ha un’espressione sintomatologica più grave e debilitante. Si verifica in genere nei giorni immediatamente precedenti il ciclo mestruale, e scompare una volta iniziato. I sintomi della PMDD possono includere ansia, irritabilità, depressione, mal di testa, cambiamenti di appetito e insonnia. La loro intensità è variabile ma possono influire in modo severo sul funzionamento personale, relazionale, sociale e lavorativo.
Il trattamento può includere la psicoterapia, farmacoterapia e integrazione alimentare. Alcuni specifici protocolli di intervento risultano ad oggi validi e supportati da studi scientifici che ne confermano l’efficacia, mentre altri necessitano di ulteriori approfondimenti. Evidenze scientifiche² mostrano una sovrapposizione fra i sintomi del disturbo disforico premestruale ed altre condizioni psicopatologiche, che impone una diagnosi differenziale attenta. La variabilità degli esiti vede inoltre la necessità di un’alta personalizzazione delle linee di trattamento.
Disturbo Disforico Premestruale Sintomi
La diagnosi clinicamente fondata si basa sul DSM V,³ e deve soddisfare i seguenti criteri. Nella maggior parte dei cicli mestruali, almeno 5 dei seguenti sintomi devono ricorrere nella settimana precedente le mestruazioni, iniziare a migliorare entro pochi giorni dall’inizio delle mestruazioni, e ridursi al minimo o scomparire nella settimana successiva alle mestruazioni.
- Marcata labilità affettiva che si manifesta con cambiamenti repentini e intensi dell’umore. Questi cambiamenti possono includere episodi di tristezza profonda, bisogno di piangere, ansia, sensibilità al rifiuto, irritabilità, rabbia e/o aggressività. Potresti riconoscere questi stati dell’umore sin dal risveglio senza saper attribuire loro una causa immediata, o dopo un’interazione con familiare o colleghi.
- Marcata irritabilità o rabbia che può esprimersi nell’insofferenza alle routine di ogni giorno, eccessiva irritabilità per stimoli minimi o normalmente trascurabili, difficoltà nel controllo della rabbia o un comportamento aggressivo verso gli altri.
- Umore marcatamente depresso che può accompagnarsi a demoralizzazione, senso di impotenza ed eccessiva autocritica. Potresti ripensare ad eventi del passato con un occhio particolarmente critico ed autocolpevolizzante, mostrare insofferenza verso le relazioni interpersonali, sentimentali o lavorative.
- Ansia marcata che può esprimersi con agitazione o senso di inquietudine. Potresti risentire di una visione negativa delle cose, o sentirti eccessivamente preoccupata per te stessa, i tuoi cari o il futuro. Rimuginio e ruminazioni possono accompagnarsi a segnali fisici legati all’attivazione emotiva, come tensione muscolare, aumentata sudorazione, tachicardia sino in rari casi all’attacco di panico. O al contrario una stanchezza pervasiva nella sensazione di essere priva delle energie che ti occorrono per procedere lungo la giornata.
Almeno 1 dei 5 sintomi ricorrenti, deve essere ricompreso fra i seguenti:
- Diminuito interesse nelle attività abituali, che può riflettersi in una scarsa motivazione verso attività per te normalmente desiderate come uscire o dedicarti ai tuoi hobby. O ancora condividere il tuo tempo con il tuo partner, familiari o amici, o disinteresse verso il tuo lavoro o lo studio.
- Difficoltà soggettiva di concentrazione legate ad esempio ad un’aumentata difficoltà a rimanere sul compito, come ad esempio leggere un libro, seguire un film, o guidare o svolgere attività complesse con la facilità di sempre.
- Letargia, facile faticabilità possono farti sentire priva di energie, scoraggiarti verso impegni che normalmente soddisfi, farti procrastinare o annullare delle attività.
- Marcata modificazione dell’appetito o desiderio di cibi specifici. Potresti avere più appetito del solito, spizzicare più spesso, mangiare in momenti non abituali o desiderare specifici alimenti, generalmente carboidrati.
- Ipersonnia o insonnia che puoi riconoscere nella difficoltà ad addormentarti, mantenere il sonno, dormire una ridotta quantità di ore o al contrario dormire più del solito.
- Senso di sopraffazione o di essere fuori controllo. Potresti sentirti agitata o percepire emozioni difficili da gestire, di cui non comprendi pienamente la causa.
- Sintomi fisici come indolenzimento o tensione del seno, dolore articolare o muscolare, sensazione di gonfiore o aumento di peso
I sintomi devono quindi:
- ricorrere nella settimana precedente le mestruazioni, iniziare a migliorare entro pochi giorni dall’inizio delle mestruazioni, e ridursi al minimo o scomparire nella settimana successiva alle mestruazioni.
- causare un disagio significativo o interferire con le tue attività quotidiane, lavorative, sociali o ricreative, determinando un peggioramento della qualità della vita.
Per riconoscere i sintomi, accertarti del periodo in cui compaiono e dei loro effetti sulla tua routine, è molto importante tu ne tenga traccia in un diario. Farlo anche solo per due mesi aiuterà te, lo psicologo e il ginecologo sia in fase diagnostica che di progettazione dell’intervento.

Disturbo Disforico Premestruale Cause
La ricerca scientifica⁴ non vede un consenso univoco circa le cause del disturbo disforico premestruale. Si ritiene più probabile un’eziologia di carattere multi-fattoriale, che comprende fattori ormonali, genetici e psicologici.
I fattori ormonali giocano un ruolo importante nella comparsa del disturbo disforico premestruale. Durante il ciclo mestruale i livelli di ormoni come estrogeni e progesterone fluttuano. Questi cambiamenti ormonali possono influire sulla chimica del cervello, e causare o facilitare sintomi come la depressione e l’ansia.
Il ruolo della genetica viene esplorato in più studi, che evidenziano nelle donne con PMDD una maggior frequenza di storia familiare di depressione, ansia ed altri disturbi dell’umore.
I fattori psicologici sarebbero infine confermati da una maggior vulnerabilità ai disturbi dell’umore e allo stress, rintracciati nei campioni di donne con disturbo disforico premestruale.
Disturbo Disforico Premestruale Trattamento
Esistono diverse opzioni di trattamento disponibili per aiutare a gestire i sintomi del PMDD. Ecco alcuni dei trattamenti più efficaci:
- Terapia farmacologica: I farmaci antidepressivi come la fluoxetina (Prozac) sono stati utilizzati con successo per trattare il PMDD. Questi farmaci possono aiutare a regolare i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore associato ai disturbi dell’umore, e ridurre i sintomi del PMDD.
- Terapia ormonale: Il trattamento con contraccettivi ormonali come la pillola anticoncezionale a base di progesterone, può talvolta aiutare a ridurre i sintomi del PMDD. D’altra parte più studi indicano come proprio tale tipo di trattamento possa in alcuni casi precipitare il disturbo disforico premestruale, o amplificarne la sintomatologia. Ciò suggerisce particolare cautela nel disporre tale tipo di intervento, ed un confronto costante fra ginecologo e psicoterapeuta.⁵
- Psicoterapia: La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) consente di riconoscere e gestire i pensieri negativi, fornisce skills per migliorare l’umore, prevenire e trattare la sintomatologia severa ed i comportamenti suicidari.⁶
- Cambiamenti dello stile di vita: Modificare lo stile di vita consente di mitigare i sintomi del disturbo. Ad esempio l’esercizio fisico regolare, una dieta equilibrata e una buona qualità del sonno possono essere di aiuto nella gestione dei sintomi del PMDD.
Il primo colloquio è uno spazio in cui iniziare a conoscerci, capire meglio cosa stai vivendo e farti un’idea del percorso terapeutico. Se senti che questo può essere il momento giusto, prenota il tuo primo incontro.
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