Il legame fra ottundimento emotivo e antidepressivi è sempre più studiato dalla ricerca scientifica internazionale. Presso il dipartimento di psichiatria dell’università di Cambridge, Langley e colleghi mostrano come gli antidepressivi SSRI possano agire alleviando il dolore emotivo, ma cancellando anche parte del piacere. L’ottundimento emotivo o Emotional Blunting, risulterebbe quindi come un potenziale effetto collaterale che affligge circa metà degli assuntori. Per chi soffre di Disturbo Depressivo Maggiore o Disturbo Depressivo Persistente, attenuare le emozioni può essere terapeutico. Farmaci come Prozac, Seroxat, Zoloft, Elopram, Entact e molti altri alterano il modo in cui il cervello gestisce la serotonina, ormone coinvolto nella regolazione dell’umore. In chi sperimenta ottundimento emotivo, ciò che in passato provocava forti reazioni oggi determina una limitata reattività emotiva, o indifferenza. Ricerche precedenti descrivono anche un’emotività ridotta, appiattita, bloccata, disconnessa dai sentimenti, o vuota. Uno dei rischi dell’ottundimento emotivo è che il paziente non correttamente informato, inizi a temere di non poter più provare gioia e piacere. Ciò potrebbe portare alla decisione di interrompere drasticamente la farmacoterapia, mentre chiedere al proprio medico di modificare il trattamento potrebbe risolvere il problema.
Cosa si intende per ottundimento emotivo?
L’ottundimento emotivo consiste di una riduzione della quantità e della qualità delle emozioni esperite nel quotidiano. Ciò comporta una minore capacità di vivere le emozioni nella loro intensità (distacco emotivo), e una diminuita emotività nelle relazioni interpersonali. Questo si riflette in una riduzione dell’empatia e dell’affetto espresso durante le interazioni sociali con amici e familiari, compresi il partner o i propri figli. I sentimenti vengono talvolta descritti anche come disconnessi o distaccati dalle proprie emozioni, e le risposte emotive appaiono ridotte (Marazziti et al 2019).
Ottundimento emotivo e antidepressivi SSRI
L’ottundimento Emotivo, anche noto in letteratura scientifica come emotional blunting, è un sintomo spesso riportato da chi assume antidepressivi, più in particolare gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Le persone che riportano questo effetto collaterale, pur provando minor sofferenza emotiva rispetto a prima, sperimentano anche una gamma ristretta di quelle emozioni che sono parte normale della vita quotidiana (Price et al. 2009).
Più in particolare le persone colpite riferiscono una ridotta intensità e frequenza delle emozioni positive, tra cui felicità, divertimento, eccitazione, passione, amore, affetto ed entusiasmo. Assieme a ciò viene descritta anche una riduzione della tristezza, del dolore o dell’angoscia emotiva. Ciò è vero anche per la rabbia, l’ansia e la preoccupazione.
Sebbene la riduzione di queste emozioni negative può essere inizialmente benefica, può divenire un serio effetto collaterale poiché priva della motivazione necessaria a guidare un comportamento dotato di senso e scopi. Ognuno di noi deve essere in grado di provare emozioni negative quando appropriato, come dolore o preoccupazione (Goodwin et al. 2017, Sternat e Katzman 2016).
L’indagine sulla risposta emotiva al trattamento in pazienti depressi può tuttavia risultare complessa da interpretare, perché quanto rilevato potrebbe riferirsi anche a sintomi residui della depressione, o a tratti della personalità dello stesso paziente. Approfondiamo meglio le evidenze emerse, le ipotesi causali, e le possibili strategie per gestire l’ottundimento emotivo.
Le caratteristiche dell’ottundimento emotivo
Il fenomeno dell’ottundimento emotivo impatta la gamma e l’intensità delle esperienze emotive, e si manifesta in modo diverso da persona a persona. I cambiamenti nel vissuto emotivo comportano una ridotta capacità di provare piacere, tristezza, entusiasmo o affetto, ed influenzano negativamente il benessere personale, le relazioni sociali e la performance lavorativa (Baldwin et al., 2017). Sembrano in generale ricorrere i seguenti segni e sintomi:
- Riduzione nella capacità di provare ed esprimere affetto, amore, gioia, tristezza, paura o rabbia.
- Sentirsi emotivamente distaccati dai propri cari
La disfunzione sessuale è inoltre un ulteriore sintomo chiave dell’ottundimento emotivo. È indiscutibile che la diminuzione del desiderio e dell’eccitazione sessuale siano tra i maggiori problemi tra le persone che assumono SSRI. Esaminando le principali caratteristiche dell’ottundimento emotivo da antidepressivi attingendo dalle più recenti ricerche scientifiche, si rintracciano:
Ridotta reattività emotiva: una delle caratteristiche più evidenti dell’ottundimento emotivo è la diminuzione della reattività emotiva (Opbroek et al., 2002). Immaginiamo le emozioni come un’onda che può descrivere dei picchi acuti, sia nel versante positivo che negativo. In tal senso nell’ottundimento emotivo quei picchi vengono tagliati, e con essi l’intensità dell’emozione provata e dunque espressa.
Distanza emotiva: i pazienti descrivono talvolta un senso di distanza dai propri stati emotivi, come se esistesse una barriera tra sé e i propri sentimenti (Fava et al., 2006).
Indifferenza emotiva: le persone con ottundimento emotivo possono talvolta riferire una sensazione di indifferenza generale. Ciò può manifestarsi ad esempio in una riduzione dell’interesse per attività o hobby che prima erano fonte di piacere, conducendo a disinteresse o stati di apatia (Baldwin et al., 2017).
Cambiamenti nell’espressione delle emozioni: l’ottundimento emotivo può anche comportare cambiamenti nel modo in cui le emozioni vengono espresse. Individui colpiti possono in certo grado mostrare una gamma più ristretta di espressioni emotive facciali, o un tono di voce lievemente più monotono, che può essere percepito come mancanza di entusiasmo o disinteresse (Price et al., 2009).
Riduzione dell’empatia e della sensibilità sociale: alcuni studi evidenziano come l’ottundimento emotivo influenzi la capacità di empatizzare con gli altri, influenzando le relazioni interpersonali. Ciò può derivare da una ridotta capacità di percepire e rispondere alle emozioni altrui (Goodwin et al., 2017).
Riduzione dell’ansia e dello stress: in alcuni casi, l’ottundimento emotivo può portare a una riduzione dell’ansia o dello stress. Se ciò può apparire positivo, può anche limitare la capacità di un individuo di reagire adeguatamente a situazioni che richiedono cautela, allerta o motivazione all’azione (Opbroek et al., 2002).
Ottundimento emotivo e antidepressivi SSRI, le cause
Nelle persone che sperimentano ottundimento emotivo, è come se qualcuno avesse abbassato il volume dei sentimenti positivi. Ma perché in chi assume antidepressivi SSRI, spesso ricorre l’emotional blunting? Perché sembra di non trovare più le cose piacevoli come prima? Risultati sempre più consistenti descrivono l’ottundimento emotivo come un effetto collaterale connesso al meccanismo di azione degli antidepressivi SSRI sulla serotonina. Un’ipotesi alternativa considera invece la possibilità che si tratti di un sintomo depressivo irrisolto.
Ricercatori dell’università di Cambridge si sono concentrati sulle cause dell’emotional blunting, confermando l’ipotesi di un precedente studio sul ruolo della serotonina nel gestire l’apprendimento per rinforzo. Ma di cosa si tratta?
Pensa all’apprendimento per rinforzo come a quel continuo processo di costruzione della conoscenza, che nel quotidiano avviene attraverso tentativi ed errori. Un continuo feedback dell’ambiente sulle nostre azioni, che ci invia una conferma positiva (un premio), o un messaggio negativo (una punizione). La ricompensa, in ogni aspetto del nostro vivere, è ciò che suscita sentimenti piacevoli, mentre gli stimoli avversivi inducono emozioni negative. Alterazioni nei livelli di serotonina influenzano anche la dopamina riducendone l’effetto, dopamina che è responsabile proprio della percezione della ricompensa o della punizione. Secondo l’ipotesi in esame, ciò spiegherebbe quindi la comparsa dell’offuscamento delle emozioni sia positive che negative.
Come gestire l’ottundimento emotivo se assumi SSRI
La persistenza e l’entità dell’ottundimento variano da persona a persona. In alcune persone sembra diminuire e migliorare nel tempo, mentre per altre risulta un effetto collaterale duraturo. È anche difficile sapere quanto gli antidepressivi contribuiscano all’ottundimento emotivo, rispetto alla depressione stessa. Fortunatamente esistono più strategie in grado di agire sull’ottundimento emotivo:
Non interrompere bruscamente l’antidepressivo
Se stai sperimentando ottundimento emotivo, non smettere di prendere i farmaci di colpo. L’interruzione brusca e non controllata può determinare la sindrome da sospensione degli antidepressivi, che può causare sintomi quali:
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- Ansia
- Vertigini o nausea
- Sintomi influenzali
- Mal di testa
- Irritabilità
- Ricomparsa dei sintomi depressivi
- Sensazioni simili a una scossa elettrica
- Sogni vividi, insonnia o stanchezza
Qualora intendessi interrompere la farmacoterapia, è importante concertare questa decisione assieme al tuo medico. Può aiutarti ad interrompere il trattamento in modo adeguato e graduale nell’arco di alcune settimane.
Chiedi al tuo medico di abbassare la dose del tuo antidepressivo
Se sperimenti ottundimento emotivo informa il tuo medico. Potrebbero decidere di abbassare il dosaggio dell’antidepressivo, e ciò può ridurre gli effetti collaterali e la loro intensità.
Valutate insieme la possibilità di cambiare antidepressivo
Se riscontri effetti collaterali, proponi al tuo medico di valutare l’opportunità di cambiare molecola. A volte sono necessari più tentativi per trovare l’antidepressivo giusto per te. La buona notizia è che esistono diverse alternative che non presentano evidenze di ottundimento emotivo, come alcuni antidepressivi atipici di ultima generazione, i MAO e i triciclici. Vortioxetina, Agomelatina e Bupropione sono molecole largamente utilizzate nella farmacoterapia per la depressione, che non vedono l’ottundimento emotivo fra i potenziali effetti collaterali.
Trova il tempo per fare esercizio fisico
Davvero importante nella mia esperienza clinica. Solide evidenze scientifiche pluridecennali, dimostrano che l’esercizio fisico riduce notevolmente la sintomatologia depressiva. Questa è la ragione per cui ogni intervento terapeutico strutturato pone fra i primi step quella che viene definita riattivazione motoria. Fare esercizio per almeno 30 minuti al giorno da tre a cinque giorni alla settimana, migliora in modo concreto e sostanziale i sintomi depressivi ed ansiosi.
Solo per citare uno fra i più recenti studi su testate scientifiche del calibro di Frontiers, l’esercizio fisico tende a ridurre i sintomi depressivi e alleviare gli effetti collaterali degli antidepressivi.
- Baldwin, D., et al. (2017). “Emotional blunting with antidepressant treatments: A survey among depressed patients.” Journal of Affective Disorders.
- Fava, G. A., et al. (2006). “Withdrawal Symptoms after Selective Serotonin Reuptake Inhibitor Discontinuation: A Systematic Review.” Psychotherapy and Psychosomatics.
- Goodwin, J. Price, C. De Bodinat, J. Laredo, Emotional blunting with antidepressant treatments: A survey among depressed patients, Journal of Affective Disorders, Volume 221, 2017, Pages 31-35, ISSN 0165-0327, https://doi.org/10.1016/j.jad.2017.05.048.
- Langley, C., Armand, S., Luo, Q. et al. Chronic escitalopram in healthy volunteers has specific effects on reinforcement sensitivity: a double-blind, placebo-controlled semi-randomised study. Neuropsychopharmacol. 48, 664–670 (2023). https://doi.org/10.1038/s41386-022-01523-x
- Marazziti D, Mucci F, Tripodi B, Carbone MG, Muscarella A, Falaschi V, Baroni S. Emotional Blunting, Cognitive Impairment, Bone Fractures, and Bleeding as Possible Side Effects of Long-Term Use of SSRIs. Clin Neuropsychiatry. 2019 Apr;16(2):75-85. PMID: 34908941; PMCID: PMC8650205.
- Opbroek, A., et al. (2002). “Emotional blunting associated with SSRI-induced sexual dysfunction. Do SSRIs inhibit emotional responses?” International Journal of Neuropsychopharmacology.
- Price, E. L., et al. (2008). “Improving patient-centeredness of care among patients with depression.” Patient Education and Counseling.
- Price, J., and Goodwin, G. M. (2009). “Emotional blunting in anxiety and depression: neurobiology and psychopathology.” International Journal of Neuropsychopharmacology.
- Sternat T, Katzman MA. Neurobiology of hedonic tone: the relationship between treatment-resistant depression, attention-deficit hyperactivity disorder, and substance abuse. Neuropsychiatr Dis Treat. 2016 Aug 25;12:2149-64. doi: 10.2147/NDT.S111818. PMID: 27601909; PMCID: PMC5003599.
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Le tue domande frequenti
La differenza principale riguarda la qualità dell’esperienza interna. Nell’ottundimento da SSRI il tono dell’umore può risultare migliorato, l’ansia ridotta, ma la gamma emotiva può restringersi. Nel concreto minor intensità emotiva sia nel positivo che nel negativo. Le persone parlano di “ovattamento”, “appiattimento”, “emozioni più deboli”.
Nel residuo depressivo restano soprattutto apatia, perdita di interesse, bassa energia, senso di vuoto o autosvalutazione. Qui il problema centrale è la motivazione e il piacere, non solo l’intensità emotiva.
Un elemento utile è la tempistica: se il cambiamento compare dopo l’introduzione o l’aumento del farmaco, l’ipotesi di ottundimento diventa più probabile.
Maggiori certezze però possono derivare proprio condividendo le difficoltà attuali con il medico curante e il terapeuta, che dove necessario possono anche confrontarsi e ricostruire una cronologia più accurata, che aiuti a tenere conto dell’andamento del rapporto dosaggio sintomi.
Sì è uno degli effetti che si fa sentire in modo più chiaro, anche negli studi è un effetto riportato in una quota significativa di persone in trattamento con SSRI.
Riguarda soprattutto una ridotta intensità emotiva, minore reattività a eventi positivi o commoventi, sensazione di distacco.
La durata varia. In alcuni casi si attenua dopo le prime settimane; in altri persiste finché la dose resta invariata. Se l’effetto è lieve e transitorio può essere monitorato.
Se incide sulla qualità della vita o sulle relazioni, è utile parlarne con lo psichiatra e valutare eventuali aggiustamenti.
Esiste una relazione dose-dipendente in diversi casi clinici, dosaggi più alti possono aumentare la probabilità di riduzione dell’intensità emotiva. In alcune persone l’effetto si stabilizza e migliora spontaneamente con l’adattamento dell’organismo. In altre resta finché non si modifica il trattamento. Le opzioni, sempre da valutare con lo specialista, di solito prevedono la riduzione graduale alla dose minima efficace, il cambio molecola o l’integrazione con intervento psicoterapeutico per distinguere fra effetto farmacologico e fattori emotivi sottostanti. È importante non modificare autonomamente la terapia.
L’ottundimento emotivo non di rado può essere interpretato dai familiari come disinteresse o distanza o scarsa partecipazione affettiva. Spiegare che si tratta di un possibile effetto del trattamento, temporaneo e del tutto indipendente dal legame può aiutare davvero molto.
L’ottundimento riguarda soprattutto l’intensità delle emozioni, dove tutto può sembrare più attenuato, meno vibrante. Il calo del desiderio sessuale è invece un effetto collaterale noto del trattamento serotoninergico, e può emergere anche nelle prime fasi della terapia. Dipende dall’equilibrio tra serotonina e sistemi motivazionali dopaminergici, che regolano spinta, interesse e risposta sessuale. Alcune persone sperimentano solo una riduzione del desiderio, altre solo una sensazione di appiattimento emotivo, altre entrambe le cose. Non esiste una progressione obbligata, o una relazione lineare nota fra questi due effetti collaterali.
Quando accade è comprensibile che nascano dei dubbi. In questi casi può essere utile fermarsi un momento e chiedersi: questo cambiamento è iniziato con il farmaco? Può avere a che fare con il mio stato emotivo generale? Questa semplice riflessione spesso aiuta a distinguere un possibile effetto collaterale da un problema di coppia o identitario. Se l’impatto è significativo o persistente, il confronto con lo psichiatra permette di valutare con serenità le opzioni disponibili, senza prendere decisioni affrettate.
Quando si interviene sul trattamento, sempre gradualmente e sotto supervisione medica, il ritorno dell’intensità emotiva non è necessariamente immediato. Può essere progressivo e con delle oscillazioni. Alcune persone mostrano un recupero graduale, altre avvertono inizialmente una maggiore reattività che poi si stabilizza. Per questo la gestione deve essere prudente e accompagnata. È importante ricordare che il farmaco agisce su sistemi neurobiologici complessi. La regolazione emotiva ha bisogno di tempo per riassestarsi. Un monitoraggio attento, insieme al medico e allo psicoterapeuta permette di attraversare questa fase con maggiore sicurezza.
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