La manipolazione emotiva consiste di precise strategie volte ad orientare i comportamenti dell’altro verso i propri obiettivi. Ogni relazione umana è caratterizzata da aspetti di controllo, quindi da comportamenti manipolatori. Siamo individui guidati da scopi, legati a bisogni in attesa di una soddisfazione. La tendenza ad attuare strategie manipolatorie è però in genere mediata dai criteri morali, e dalla capacità di cogliere il punto di vista dell’altro, i suoi bisogni e le sue emozioni. Quando queste abilità di base risultano ridotte, la reciprocità di cui si nutre ogni relazione viene meno. La tendenza alla manipolazione può allora divenire eccessiva, e la qualità dei comportamenti scadere in condotte predatorie o abusanti. Si tratta di strategie complesse non sempre agite in piena consapevolezza. Essere competenti sulle tecniche di manipolazione emotiva, avere coordinate utili, permette di riconoscerne i contorni e gestirle in modo adeguato.
Strategie di manipolazione emotiva
Abuso emotivo — Qualunque modello di comportamento che procuri nell’altro un senso distruttivo di paura, impotenza, costrizione o colpa.
Alienazione — Una strategia di manipolazione emotiva volta a causare attraverso i propri comportamenti, in modo diretto o indiretto, l’allontanamento, il deterioramento o la perdita delle relazioni dell’altro.
Auto-esaltazione — Un modello di comportamento arrogante borioso o presuntuoso, finalizzato a creare nell’altro la percezione di una propria apparente superiorità.
Blaming — o colpevolizzazione della vittima. Una forma di manipolazione emotiva che consiste nel portare la vittima di un evento o di un crimine, a ritenersi responsabile di quanto le è accaduto. Attraverso allusioni o osservazioni su come i comportamenti della vittima abbiano favorito o causato i fatti subiti, si induce la vittima stessa ad auto-colpevolizzarsi.
Bullismo — Qualunque azione sistematica volta a procurare un danno all’altro, grazie alla propria superiorità fisica o emotiva, o alla propria posizione sociale / economica.
Cheating — Assicurare il proprio coinvolgimento in una relazione romantica, tacendo di essere già impegnato in un’altra relazione monogama.
Ciclo abusante — Una volta stabilito il legame, una condotta di manipolazione emotiva tipica consiste nell’alternare comportamenti emotivamente abusanti, a fasi in cui l’abusante si mostra colto da rimorso e colpa. A ciò segue una fase di calma, che invariabilmente riporta al conflitto. Queste dinamiche sono ampliamente frequenti nella dipendenza affettiva patologica e nelle famiglie disfunzionali.
Confronto — Proporre in modo ricorrente confronti inopportuni con ex partner o conoscenze comuni, al fine di sminuire o minare l’autostima dell’altro.
Furto domestico — Appropriarsi o disperdere risorse comuni senza il consenso del partner o del coniuge.
False accuse — Uno schema di manipolazione emotiva che consiste di una critica ricorrente, inadeguata eccessiva o ingiustificata nei confronti dell’altro.
Favoritismo e capro espiatorio — L’agire in modo sistematico nei confronti di una persona che fa parte del proprio gruppo, un trattamento preferenziale positivo o negativo.
Futile contenzioso — L’uso strumentale di dispositivi legali al solo fine di ferire o trarre un indebito vantaggio dall’altro.
Gaslighting — Un insieme di strategie di manipolazione emotiva volte ad indurre nell’altro il dubbio o la percezione che stia impazzendo, o che la sua lettura della realtà sia errata o falsa.
Grooming — L’insieme delle strategie predatorie finalizzate ad isolare l’altro, porlo in una posizione di bisogno o dipendenza dopo averne guadagnato la fiducia, così da renderlo maggiormente vulnerabile all’abuso
Intimidazione — Qualunque forma di minaccia rivolta all’altro in modo sottile o manifesto, diretto o indiretto.
Invalidazione — Un’insidiosa strategia di manipolazione emotiva che comprende l’insieme delle modalità che all’interno di un contesto di vita quotidiana favoriscano nell’altro l’idea che i propri pensieri, emozioni, comportamenti o presenza fisica siano inferiori, sbagliati, problematici o di scarso valore.
Ipervigilanza relazionale — Mantenere un malsano livello di interesse per i comportamenti, i pensieri e gli interessi degli altri, al fine di coartarne la volontà.
Love bombing — Comprende atteggiamenti, gesti, affermazioni e comportamenti volti a guadagnare indebitamente la fiducia ed i sentimenti dell’altro. Aspetti tipici di questa strategia di manipolazione emotiva sono i tempi precoci e l’alta intensità emotiva mostrata dal manipolatore. In altre parole il manipolatore tipicamente precorre i tempi, puntando ad un risultato immediato attraverso comportamenti eccessivi. Sebbene queste strategie generalmente suscitino perplessità e diffidenza nell’altro, possono indurre in persone emotivamente vulnerabili una rapida dipendenza affettiva.
Menzogna patologica — La pratica sistematica di ingannare l’altro per i propri interessi. Un bugiardo patologico è una persona che nel totale disinteresse dei bisogni e dei diritti dell’altro, abitualmente mente per soddisfare le proprie necessità.
Molestie — Qualunque modello di comportamento indesiderato di un individuo, nei confronti dell’altro.
Negligenza — Si tratta di un ampio ventaglio di comportamenti che hanno come base comune la trascuratezza o l’inadeguatezza delle cure o del contatto emotivo di un adulto responsabile, nei confronti di un’altra persona dipendente. Ciò si traduce in forme di abuso in cui i bisogni fisici o emotivi della persona dipendente vengono ignorati dalla persona responsabile.
Normalizzazione — Strategia usata per facilitare nell’altro, l’accettazione di comportamenti inappropriati, coercitivi o abusanti. La normalizzazione implica il ripetuto tentativo di costruire nell’altro la rappresentazione che alcuni comportamenti abusanti o non in accordo con le credenze della vittima, siano in realtà normali, desiderabili, vantaggiosi, o socialmente accettabili.
Provocazione — Atto strumentale a sollecitare una risposta aggressiva o emotiva dell’altro, al fine di trarne un indebito vantaggio.
Reclutamento per procura — Una strategia di manipolazione emotiva volta al controllo o all’abuso dell’altro, attuato stringendo un’alleanza con terze persone che incidano secondo i propri interessi sulla vita della vittima designata.
Ricatto emotivo — Definisce strategie dirette o indirette di minacce sostenute sul biasimo morale o sulla costrizione, ed utilizzate per controllare i comportamenti dell’altro.
Scenario senza vincitori — Porta l’altro all’errata valutazione di una certa situazione. Il vantaggio che il manipolatore ne trae è nell’evitare costi o responsabilità di un certo accadimento, o di portare la vittima a scegliere fra due false opzioni.
Sindrome del deresponsabilizzato — La pratica sistematica di negare ogni colpa, per evitare la responsabilità personale per le proprie parole e comportamenti.
Sindrome da alienazione genitoriale — Quando un genitore separato, attraverso strategie di manipolazione emotiva cerca un’alleanza con un figlio ai danni dell’altro coniuge.
Sabotaggio — creare un problema reale o fittizio, al fine di interrompere uno stato di serenità per trarne un vantaggio personale.
Shaming — Giudicare le caratteristiche dell’altro, sino a farlo sentire in difetto o sbagliato. Il body shaming implica in particolare un giudizio negativo riguardo forme o caratteristiche del corpo dell’altro. Viene spesso agito sui social network, ed ha gravi effetti sul funzionamento personale, relazionale e sociale della vittima.
Sminuire o condiscendenza — Strategia passivo aggressiva finalizzata a criticare l’altro pur mantenendo una facciata di apparente ragionevolezza o cordialità.
Stalking — Qualsiasi modello pervasivo, intrusivo o per l’altro sgradito, che implichi la ricerca di un contatto.
Triangolazione — Coinvolgere in un conflitto una terza persona, al fine di cercare con essa un’alleanza ai danni del terzo. O ancora guadagnare un vantaggio sugli altri causando un conflitto tra loro.
Umorismo mirato — Vittimizzare l’altro facendone oggetto continuato del proprio umorismo, sottile derisione o sarcasmo, per squalificarne la reputazione ai suoi stessi occhi o agli occhi degli altri.
Violenza e aggressività — Agire un atteggiamento aggressivo, lasciar presagire una possibile esplosione di collera verbale o fisica, agire comportamenti aggressivi o violenti sul piano verbale, fisico o emotivo.
Riconoscere la manipolazione emotiva può non essere semplice, per la tendenza ad abituarsi e trascurare ciò che nel tempo, a piccoli passi, viene introdotto nella nostra routine. Ed ancora perché le emozioni intense tipiche di una relazione sentimentale profonda, interferiscono con le normali capacità di valutazione della realtà soggettiva ed interpersonale.
Alcuni indizi che devono far riflettere sono il frequente sentirsi in colpa, non compresi, in difetto o sbagliati.
Affrontare questo genere di disagio senza un supporto professionale è davvero sconsigliabile. Scegli un terapeuta, ed abbi fiducia nella terapia. Uno psicoterapeuta con esperienza in trauma e abuso può darti gli strumenti necessari a gestire i sintomi. Aiutarti a ricostruire la tua autostima, sviluppare competenze interpersonali per avere relazioni più sane, permetterti di lavorare sulle esperienze traumatiche e ottenere i cambiamenti di cui hai bisogno.
Il primo colloquio è uno spazio in cui iniziare a conoscerci, capire meglio cosa stai vivendo e farti un’idea del percorso terapeutico. Se senti che questo può essere il momento giusto, prenota il tuo primo incontro.
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