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Solitudine come combatterla

Solitudine come combatterla

Aggiornato il: 7 Mag, 2026
Solitudine come combatterla? Il senso di solitudine è uno stato mentale ed emotivo, non descrive ciò che sei, né deriva dal tuo temperamento. Ha delle cause precise, e precisi fattori che la mantengono. Oltre l’idea generale di solitudine ed i suoi equivoci, puoi voler capire di più il tuo senso di solitudine. O guardarti intorno e scoprire come le persone tendono a combattere la solitudine.

I tre modi per combattere la solitudine

La solitudine è un sentimento umano complesso. Un’esperienza universale a volte necessaria e rigenerante, ma più spesso sgradita e dolorosa. In questo articolo guarderemo alla solitudine e a come tendiamo a combatterla: isolandoci, ostentando una vita perfetta, o aprendoci coraggiosamente al mondo e alle relazioni. Vedremo come ciò concretamente avvenga nella vita di ciascuno di noi, ai vantaggi ed alle difficoltà di ciascuna di queste strategie, e forse capiremo qualcosa in più di noi stessi.

Strategia n. 1: combattere la solitudine isolandosi

Affrontare-la-solitudine-isolamentoSolitudine come combatterla?
Ti isoli
e fingi che il sociale non sia importante.
Affronti la solitudine regalandole tutto il tuo tempo, e dimenticando come stare con gli altri.
 
Semplicemente ti abitui alla solitudine, disimparando nel tempo a stare con gli altri. In psicologia le competenze relazionali vengono anche definite abilità sociali, perché si apprendono attraverso la pratica quotidiana. Uscire di casa ed “essere” fra le persone ti permette di respirare relazioni. Dalle interazioni più banali ai rapporti profondi, ogni piccolo mondo relazionale ha colori, suoni e odori propri. Ci passano significati, umori e atteggiamenti tipici della persona che hai davanti. Ad ogni interazione entrano a far parte di te potenziando le abilità relazionali, e permettendoti di adattarti all’ambiente.
 
Isolarsi riduce rapidamente le tue abilità sociali e ti rende sempre più insicuro su come puoi o dovresti essere con gli altri.
E se dicessi qualcosa di sbagliato? Se mi sentissi in difficoltà nel parlare di me.. nel rispondere ad una battuta, un invito o cos’altro?
 
Pensieri legati ad imbarazzo ed insicurezza possono renderti sensibile a difficoltà relazionali altrimenti trascurabili. Una sensibilità alla vergogna data dalla paura del rifiuto. Anticipare con l’immaginazione i dettagli di future vicende interpersonali, mantiene ed alimenta paura e vergogna. Parlare insieme è molto più intuitivo, e spesso si basa semplicemente sul sentire comune. Su un pensiero del momento, ricordi o interessi condivisi. L’altro non è un giudice intransigente, non vederti nei panni dell’imputato.
 
Quando ci si isola per un certo tempo, si può rapidamente divenire uno spettatore delle vite degli altri. Vite raccontate dai filtri di Instagram, e postate per mostrare una precisa immagine di sé. La vita di ciascuno di noi è molto diversa da come la raccontiamo sui social. Non deborda di sorrisi e felicità. Quando sorridiamo davvero, difficilmente ci preoccupiamo di scattare una foto per mostrarlo al mondo. Se lo facciamo, stiamo già pensando ad altro.
 
Scegliere questa strategia rinforza la solitudine e la disistima di sé. Solide evidenze scientifiche riconoscono la solitudine come grave fattore di rischio per:
  • Disturbi depressivi
  • Disturbi d’ansia
  • Dipendenza da sostanze
  • Alzheimer
  • Patologie cardiovascolari
  • Declino delle funzioni cognitive (memoria e apprendimento)
  • Disturbi correlati allo stress

Strategia n. 2: affrontiamo la solitudine indossando una maschera

Affrontare-la-solitudine-mascheraSolitudine come combatterla?
Indossi una maschera nel tentativo di essere accettato.
Affronti la solitudine divenendo ciò che l’altro desidera, ed è così che puoi sentirti solo nella folla.
 
È possibile che in passato tu abbia vissuto la spiacevole sensazione di non sentirti accettato semplicemente per ciò che sei. Mentre in altri momenti puoi esserti stupito dell’effetto che alcuni precisi comportamenti hanno sull’altro. Risultare estroverso, simpatico, seducente. Oppure responsabile, affidabile, buono e disponibile con tutti. Atteggiamenti che in certa misura possono far parte di te, ma che prima di allora non ti descrivevano in modo evidente.
 
Così indossi una maschera che nasconde il tuo vero volto, che nel tempo ti segue in ogni ambito della tua vita. Con i tuoi amici, colleghi, con la persona che ami, misurando in like la sua efficacia dentro e fuori i social. Il tuo comportamento non esprime ciò che sei, non è connesso ai tuoi reali bisogni. Eppure sentirsi accettati ed efficaci restituisce un’innegabile gratificazione immediata.
 
Ma è una maschera sempre più scomoda perché decide cosa devi pensare, provare, fare, vivere. È un capo intransigente per il quale dover essere sempre all’altezza, e temi che non ascoltandolo gli altri prenderebbero le distanze da te.
 
Così hai una vita sociale apparentemente piacevole ma in realtà stai solo lavorando, e non puoi concederti nessun giorno di riposo. Sostieni costantemente un ruolo e non puoi avere brutte giornate, mostrarti fragile stanco o triste. Non puoi essere te stesso.
 
Può apparire estremo, perché lo è. Una risposta estrema alla solitudine ed a come combatterla perché dietro la maschera ci sei tu, ma gli altri non possono più vederti. Non puoi condividere con nessuno i tuoi reali problemi, bisogni, emozioni e desideri.
 
Ora sei solo tra le persone. Ma costruire quel ruolo ha richiesto impegno e sacrifici, concesso gratificazione e relazioni. Così puoi finire per credere che tutto ciò che oggi hai dipenda da quella maschera. Che non si possa tornare indietro.
 
Rabbia tristezza e paura del rifiuto possono creare un sistema di cose da cui è difficile uscire da soli. Combattere la solitudine attraverso questa strategia complica difficoltà iniziali spesso modeste, e consolida schemi disadattivi difficili da risolvere in autonomia.  

Strategia n. 3: affrontiamo la solitudine aprendoci agli altri

Affrontare-la-solitudine-aperturaSolitudine come combatterla?
Prendi coraggio e parli apertamente agli altri di ciò che vivi,
riprendendoti ciò che sei e riducendo le distanze con il mondo.
Inizia quando rinunci a proteggerti, e lasci che l’altro entri nella tua solitudine.
 
Ansia e vergogna ti hanno già ferito e spaventato, ed a volte continuano a farlo. Ma capisci che quelle emozioni raccontano ciò che vivi, non ciò che sei. Puoi a volte percepire solitudine, ma il tuo come combatterla è divenuto: accettando e tollerando le emozioni difficili cui da tempo ti sottraevo.

Solitudine come combatterla?

Prevede strade che puoi temere di percorrere, ma fortunatamente esistono un’infinità di cose che puoi fare per aprirti agli altri, e strada facendo avrai sempre più persone intorno.  
 
 

# 1 – Guardati allo specchio

Non puoi aiutarti se non riconosci di averne bisogno. Ma devi avere i giusti argomenti di discussione con te stesso, per seguire strade diverse dal passato.
  • Come sto combattendo la solitudine? Mi adatto alle persone che vorrei avere vicino? Sono disponibile? Oppure sto evitando gli altri? Sono troppo formale? Controllato? Timoroso? Se il discorso cade su di me riesco a mettermi in gioco con onestà e spontaneità? Mi nascondo dietro un atteggiamento cool, attraente o intelligente? Il modo in cui cerco di rendermi piacevole, può avere sull’altro effetti che non considero? Alcuni atteggiamenti possono farmi apparire distante, poco spontaneo o artificioso? Cosa accadrebbe se di colpo li abbandonassi?
  • Di cosa ho -davvero- bisogno? Di sentirmi riconosciuto, trovare vicinanza, contatto emotivo e comprensione. Affermare me stesso, i miei pensieri, valori, opinioni, desideri e sogni. Mantenere dei confini rigidi, proteggermi ed evitare possibili sofferenze.
  • Ho chiari i miei bisogni? Vorrei aprirmi al mondo ed essere me stesso, ma anche proteggermi ed evitare il rischio di essere rifiutato? Non posso immaginare di andare avanti così, voglio solo il mio posto fra le persone. Qualcuno potrà escludermi o rifiutarmi, ma altri sapranno accettarmi ed amarmi, come per chiunque. Voglio solo non soffrire più, proteggermi, anche se impedisce agli altri di avvicinarsi a me.
  • Di cosa ho davvero paura? Qual è lo scenario che temo, e che mi porta ad isolarmi? Ho paura di essere trascurato; non capito; criticato; invalidato; svalutato; attaccato; deriso; bullizzato; rifiutato; isolato; abbandonato.
Hai qualcosa di importante su cui riflettere, e spero da condividere. Ciò che ferisce così tanto, è spesso un pensiero curato con la vergogna e cresciuto in perfetta solitudine. Cose che ci spaventano moltissimo perdono potere ed importanza quando sono due persone a guardarle, e pensarle.

#2 – Dillo ad alta voce agli altri

È di enorme sollievo parlare sinceramente di ciò che vivi. Scoprire sulla tua pelle che ciò che hai temuto non è ciò che di solito accade. Nessuno ti eviterà o troverà strano, perché ogni persona ha in più modi una conoscenza intima della solitudine. Essere ritenuti degni di fiducia per condividere vissuti spiacevoli, sollecita comprensione, supporto e calore. In ogni momento in cui saprai condividere ciò che realmente vivi, costruirai ricordi che dissolvono le tue paure. Abbi cura dei ricordi che costruisci. Scegli le giuste persone cui dare fiducia. Puoi pensare ad un amico, un genitore, un fratello, un parente, un collega, un insegnante, un conoscente con cui a pelle senti di poterti confidare, e certamente il tuo terapeuta.  

#3 – Riduci l’evitamento

Evitare contesti e situazioni che ti mettono in difficoltà ha senso, ma non è un modo funzionale di affrontare la solitudine. Purtroppo significa evitare anche relazioni di cui hai vitale bisogno, e nel tempo, questo rende inanimato il tuo mondo. Semplicemente, non siamo fatti per funzionare così.

Un modo utile di affrontare la solitudine è creare un elenco di situazioni e persone alle quali progressivamente ti avvicini. Questo lavoro è parte integrante del trattamento terapeutico, e può richiedere procedure ed accortezze specifiche. Dunque se incontri difficoltà che non ti senti in grado di gestire, considera la possibilità di affrontarle in sicurezza entro il percorso terapeutico.

 

# 4 – Esci e sii sociale

  • Non dev’essere sin da subito una full immersion nelle relazioni, ma non procrastinare.
  • Scrivi una lista delle persone sulle quali puoi contare. Con chi attualmente puoi uscire, a chi puoi telefonare o anche solo mandare un messaggio ogni tanto. Sottovalutiamo sempre la nostra rete relazionale, per questo è importante tu possa scrivere la tua lista. Tienila su cellulare o su carta e guardala ogni volta in cui ne senti il bisogno.
  • Fare volontariato è una risorsa fantastica per chiunque abbia voglia di conoscere persone nuove, o sperimentarsi in ruoli specifici. Usa Google per cercare attività di volontariato nella tua città, scoprirai un mondo che non immagini.
  • Condividi i tuoi hobby o interessi con persone che hanno le tue stesse passioni. Entra nei gruppi Fb dedicati, cerca le app ed i social di riferimento. Non sottovalutare questa risorsa, è molto stimolante e nel tempo ti permette di creare relazioni importanti.
  • Iscriviti in palestra, fare sport è essenziale per aumentare il tono dell’umore, ed aggiungere piccole pillole di relazione nella tua routine settimanale.
Metti in conto di poter a volte fallire o ricevere delusioni. Significa che stai vivendo davvero.

#5 – Liberati di ciò che non ti serve

Liberati di ciò che è superfluo. Ognuno di noi veste sé stesso di modi e caratteristiche che trova utili a porsi in relazione con l’altro. A volte lo sono, ma possono anche confondere l’altro. Farci apparire artificiosi, non autentici, distanti o perfino manipolatori. Riconoscerle è davvero difficile perché le viviamo da sempre sotto forma di atteggiamenti, strategie spesso poco consapevoli. Un contesto appropriato e sicuro è la relazione terapeutica con il tuo psicologo.

 

#6 – Cerca un aiuto esterno

Affrontare la solitudine può essere scoraggiante e complicato, è vero. Ma connetterti agli altri con la parte più vera di te farà davvero la differenza. Puoi temere sia fragile, delicata, che l’altro non sappia capirla ed averne cura, ed è da queste convinzioni che puoi partire. Siamo spesso molto più forti e resilienti di quanto non immaginiamo. Così come gli altri sono spesso molto diversi da come temiamo possano essere nei nostri confronti. Datti tutte le possibilità di cui hai bisogno.

Dr Festo Terenzio calendario prenotazioniIl primo colloquio è uno spazio in cui iniziare a conoscerci, capire meglio cosa stai vivendo e farti un’idea del percorso terapeutico. Se senti che questo può essere il momento giusto, prenota il tuo primo incontro.

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