Al centro della sofferenza borderline vi è una vulnerabilità nella regolazione delle emozioni. Gli stati emotivi tendono ad attivarsi in modo rapido, raggiungere un’elevata intensità, e perdurare nel tempo, ostacolando il naturale ritorno allo stato di quiete. Concretamente questo significa che emozioni come la rabbia, la colpa o la vergogna possono attivarsi improvvisamente, anche a partire da segnali relazionali minimi. L’intensità emotiva può risultare difficile da contenere, ma l’aspetto più critico è spesso la tendenza a perdurare, sollecitando ulteriori pensieri ed emozioni. Si creano così veri e propri tunnel ideo emotivi che sembrano non finire mai.
Nel tempo questa difficoltà incide sull’umore, sull’immagine di sé e sul modo di stare nelle relazioni. Timori di abbandono, impulsività e difficoltà nella gestione della rabbia, sono spesso in certo grado presenti nell’esperienza di chi vive il disturbo. In questo contesto il legame con l’altro diviene uno dei principali riferimenti per mantenere un equilibrio interno. Ma ciò implica anche una dipendenza dal contesto relazionale, che espone a continue oscillazioni. Il senso di sé può così farsi instabile. Ci si può sentire a tratti sicuri e degni di vicinanza, e poco dopo in dubbio, svuotati o angosciati dal timore di essere rifiutati.
Nel disturbo borderline di personalità la sofferenza non nasce da un eccesso di emotività, ma dalla difficoltà reiterata nel gestirla, e dare continuità all’esperienza di sé.
Se ti riconosci in alcuni di questi vissuti, può essere utile dedicare del tempo a te stesso osservandoli con più attenzione. Il test sul Disturbo Borderline di Personalità (BSL-23) è pensato per rilevare la presenza e l’intensità di questi sintomi, offrendo un report descrittivo del tuo punteggio, e un primo orientamento.
Il test sul Disturbo Borderline di Personalità BSL-23 è uno strumento clinico validato, pensato per valutare la gravità dei sintomi associati al Disturbo Borderline di Personalità (DBP). È composto da 23 affermazioni che esplorano l’intensità del disagio emotivo e di alcuni vissuti tipici del disturbo, come l’instabilità affettiva, la rabbia, il senso di vuoto, l’impulsività e le difficoltà relazionali.
Il primo colloquio è uno spazio in cui iniziare a conoscerci, capire meglio cosa stai vivendo e farti un’idea del percorso terapeutico. Se senti che questo può essere il momento giusto, prenota il tuo primo incontro.