Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di pensieri ossessivi, e compulsioni. L’intensità e la forma della costellazione sintomatologica può variare molto da persona a persona, ma la sua persistenza può interferire in modo importante con la vita quotidiana, le relazioni e il funzionamento lavorativo, determinando un notevole stress e sofferenza (APA, 2013).
I pensieri ossessivi sono idee, immagini o impulsi che invadono la mente in modo persistente e indesiderato. Spesso le ossessioni risultano angoscianti, irrazionali e difficili da ignorare o eliminare. Temi comuni includono paura di germi o contaminazione, dubbi irrazionali, bisogno di simmetria o precisione, pensieri aggressivi o di natura sessuale.
Parallelamente, i comportamenti compulsivi sono azioni ripetitive (o atti mentali) che una persona si sente spinta a compiere in risposta a un’ossessione, secondo regole rigide. Le compulsioni sono effettuate nel tentativo di neutralizzazione dell’ansia o del disagio causato dalle ossessioni, anche se l’azione non è connessa realisticamente con ciò che si intende prevenire, o è chiaramente eccessiva. Questi comportamenti possono includere atti come ad esempio lavarsi eccessivamente, controllare ripetutamente, ordinare in un certo modo gli oggetti, accumulare oggetti inutili, anche azioni mentali.
Il test del Disturbo Ossessivo Compulsivo OCI-R è ampiamente utilizzato sia nella pratica clinica, che nella ricerca.
Secondo il DSM‑5, per porre diagnosi di Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è necessario che ossessioni e/o compulsioni siano presenti per la maggior parte dei giorni per un periodo di almeno sei settimane, causando una sofferenza clinicamente significativa o una compromissione del funzionamento.
Il primo colloquio è uno spazio in cui iniziare a conoscerci, capire meglio cosa stai vivendo e farti un’idea del percorso terapeutico. Se senti che questo può essere il momento giusto, prenota il tuo primo incontro.