Skip to main content
Test sullo stile di attaccamento - RQ

Test sullo stile di attaccamento – RQ

Qual è il tuo stile di attaccamento? Questo test sullo stile di attaccamento può darti informazioni preziose. Ti aiuteranno a conoscere meglio te stesso ed il tuo partner, e spiegare alcune delle difficoltà che potreste vivere nella relazione. La teoria dell’attaccamento offre un linguaggio chiaro per spiegare le differenze individuali. Ci porta nelle relazioni della nostra infanzia mostrandoci i diversi stili di attaccamento che abbiamo potuto sviluppare, e la continuità che esiste con il modo in cui oggi ci muoviamo fra le persone. Ci aiuta a leggere lo stile relazionale dell’altro, distinguerne le caratteristiche stabili e recuperarne il senso. E infine ci mostra secondo quali logiche, alcuni aspetti dello stile di attaccamento, veicoli lungo le generazioni.

La teoria dell’attaccamento, in pillole

Test sullo stile di attaccamento - RQFin dagli anni ’50 Bowlby, Ainsworth e numerosi ricercatori nel contesto scientifico internazionale, hanno studiato il modo in cui si sviluppa il legame fra bambino e le sue figure significative. A partire dagli effetti della deprivazione materna³ sono state studiate le proprietà del legame di attaccamento, i diversi stili di attaccamento, e la continuità con i modelli di relazione nell’adulto.⁵ I dati che ne emergono sono stati sistematizzati nella teoria dell’attaccamento, uno dei pilastri fondanti delle attuali scienze psicologiche.

Modelli Operativi Interni

La teoria dell’attaccamento ci mostra come le prime relazioni, in infanzia, strutturino nel bambino dei Modelli Operativi Interni. Nelle parole di Bowlby, quei:

“modelli operativi del mondo e di sé stesso in esso, con l’aiuto dei quali percepisce gli avvenimenti, prevede il futuro e costruisce i suoi programmi. Nel modello operativo del mondo che ognuno si costruisce, una caratteristica chiave è la nozione che abbiamo di chi siano le figure di attaccamento, […] e di come ci si può aspettare rispondano. Similmente, nel modello operativo di sé stessi che ognuno di noi si costruisce, una caratteristica chiave è la nostra nozione di quanto accettabili o inaccettabili noi siamo agli occhi delle nostre figure di attaccamento”⁷.

Si tratta di schemi precoci che contengono le informazioni sul sé, sull’altro, e sulla relazione sé-altro:
  • : Sono degno di amore, attenzioni e cure da parte dell’altro? Sono amabile ed importante per mia madre o mio padre?
  • Altro: è di solito disponibile ed amorevole nei miei confronti? Mia madre / padre si occupa di me, capisce e soddisfa i miei bisogni?
  • Relazione Sé-Altro: Cosa posso aspettarmi dalla relazione con mia madre / padre e le persone per me importanti? Nella relazione trovo emozioni positive o negative? I miei bisogni vengono accolti?

Dai modelli operativi interni (M.O.I) sviluppati in infanzia, deriva quindi lo stile di attaccamento che ciascuno di noi esprime nelle relazioni. I M.O.I rimangono attivi nell’intero ciclo vitale operando al di fuori della consapevolezza. Proprio questo ne determina la relativa stabilità, ma è importante considerare che ciascun individuo sviluppa M.O.I multipli grazie alle diverse relazioni significative vissute. Ciascun modello proprio perché basato su esperienze reali, è soggetto a una continua riorganizzazione, che prosegue anche durante la vita adulta. Gli schemi disponibili, inoltre, non saranno pertanto limitati a quello relativo allo stile di attaccamento dominante.⁸

Stile di attaccamento adulto

Vi sono 4 stili di attaccamento adulto, in cui ciascuno di noi ricade: sicuro, preoccupato, distanziante, o timoroso-evitante.

  • Persone con uno stile di attaccamento sicuro hanno vissuto legami precoci in cui le proprie emozioni e bisogni sono stati per lo più riconosciuti ed accolti dall’altro. In risposta alle vicende precoci si modella un’immagine di sé come amabile, degno di fiducia e di amore, ed un’immagine dell’altro come generalmente disponibile e reponsivo. Risulta quindi uno stile adulto in cui la persona è emotivamente a proprio agio nelle relazioni, e dove generalmente si aspetta di trovarsi accolto e gratificato.
  • Persone con uno stile di attaccamento preoccupato hanno avuto esperienza di un legame caratterizzato dall’imprevedibilità, nell’alternarsi di affettività e trascuratezza emotiva. Il bambino ha vissuto la penosa incertezza di non sapere se e quando avrebbe ricevuto amore e cure, attribuendo ciò alla propria non amabilità. Tali vicende consolidano uno stile caratterizzato dal costante bisogno di contatto emotivo e conferma, entro una visione generalmente dubbiosa della relazione.
  • Persone con uno stile di attaccamento distanziante hanno avuto esperienza di un legame precoce con un genitore distante, con scarse capacità affettive e/o negligente. In risposta a ciò si ha il disinvestimento dalla relazione come strategia difensiva, ed uno stile improntato all’autonomia ed alla soppressione dell’emotività espressa.
  • Persone con uno stile di attaccamento timoroso evitante hanno avuto esperienza di un legame precoce in cui il genitore alterna momenti affettivi ad aperto rifiuto, maltrattamento o abuso. Il bambino teme il genitore ma ne ha un disperato bisogno. In risposta a queste vicende infantili, lo stile di attaccamento adulto denota riluttanza ad impegnarsi in una relazione intima, ed allo stesso tempo una forte ricerca dell’affetto. Conflitto che viene gestito attraverso una varietà di strategie spesso altamente disfunzionali.
Test sullo stile di attaccamento - RQ

Test sullo stile di attaccamento

Test sullo stile di attacccamentoQual è il tuo stile di attaccamento? Esistono molti test sullo stile di attaccamento nell’adulto, il cui limite naturale è di misurare ciò di cui sei consapevole. Una misura accurata richiede una valutazione psicodiagnostica più ampia, ma il Relationship Questionnaire di Bartholomew e Horowitz (1991) restituisce comunque informazioni preziose. Si tratta di uno strumento scientificamente validato, e con buone caratteristiche psicometriche.

Uno dei pregi di questo test sullo stile di attaccamento, è di permetterti di individuare il grado in cui ti riconosci in ciascun modello. Durante l’infanzia abbiamo avuto più relazioni significative. Possediamo quindi Modelli Operativi Interni multipli, e possiamo attivare più stili di attaccamento in base alla relazione specifica e situazione specifica, sebbene uno risulti poi largamente dominante nell’esperienza relazionale della persona. Questo strumento ti permette di capire il tuo stile dominante, e lo stile alternativo che tendi ad attivare maggiormente. Prendi carta e penna, e leggi attentamente quanto segue.

Relationship Questionnaire – RQ

Bartholomew e Horowitz (1991)

Prima Parte:

Le quattro descrizioni in basso si riferiscono alle tue esperienze sentimentali. Soffermati a riflettere sulle più importanti relazioni sentimentali che hai avuto, prima di rispondere a quanto segue. Leggi ognuna delle quattro autodescrizioni, e segna l’alternativa che meglio descrive, o si avvicina di più, a ciò che provi nelle relazioni sentimentali (N.B.: i termini “vicino” e “intimo” si riferiscono alla vicinanza psicologica ed emotiva, non necessariamente a quella sessuale).  

  • A) Trovo facile stabilire relazioni intime con gli altri. Mi sento a mio agio nel dipendere da loro e nel sentire che qualcuno dipende da me. Non mi capita spesso di temere di essere abbandonato o di non essere accettato dagli altri.
  • B) Mi sento a disagio quando mi lego agli altri. Desidero stabilire delle relazioni intime, ma trovo difficile avere completa fiducia negli altri o dover dipendere da loro. Ho paura di dover soffrire se mi lego troppo agli altri.
  • C) Vorrei instaurare con le persone relazioni estremamente intime, ma spesso trovo che gli altri sono riluttanti a stabilire con me quell’intimità che desidererei raggiungere. Sto male se non sono in stretto contatto con qualcuno, e qualche volta temo che gli altri non mi stimino quanto io stimo loro.
  • D) Sto bene senza relazioni fortemente emotive. È molto importante per me sentirmi indipendente e autosufficiente; preferisco non dipendere dagli altri e non sopporto che gli altri dipendano da me.

Seconda parte:

Ora indica il grado in cui ciascuno degli stili relazionali descritti, rispecchia il tuo stile generale nelle relazioni intime.
 
 
Il test sullo stile di attaccamento online Relationship questionnaire
 

Lo stile che trovi più simile a te è con tutta probabilità il modello dominante che sei consapevole di agire nelle relazioni. Se vuoi, puoi approfondire ulteriormente ciascuno dei 4 stili di attaccamento adulto.

Come puoi lavorare sul tuo stile di attaccamento?


lo stile di attaccamento ed il percorso di coppiaIl contesto privilegiato per il lavoro sullo stile di attaccamento è la terapia individuale. Ma potrebbe essere una decisione che stai ancora maturando, o puoi semplicemente desiderare di conoscere meglio te stesso in autonomia. Esplorare le tue emozioni ed il modo in cui ti relazioni con l’altro. Proverai emozioni difficili nel farlo, ma anche quel senso di leggerezza che segue al riconoscere e spiegare tendenze che ti imprigionano in schemi che non hai mai scelto. Completa il test sullo stile di attaccamento, e proponilo al tuo partner. Le giuste informazioni possono inoltre esserti di grande aiuto, guarda alla letteratura dedicata. Se cerchi coordinate più ampie a fondo pagina fra le fonti bibliografiche, puoi iniziare leggendo il libro che trovi evidenziato in verde. Nel frattempo: Sentiti libero di eseguire questi passaggi da solo, ma coinvolgere il tuo partner è di solito molto stimolante. Se intendi farlo, anche il tuo partner completerà ciascun passaggio, e ad ogni passaggio potrete condividere la vostra esperienza e conoscervi meglio. Dopo ciascuna fase prendi delle brevi note su ciò che hai trovato, o merita di essere approfondito. Prendi l’abitudine di sottolineare ciò che di problematico individui, e crea obiettivi realistici in linea con i cambiamenti positivi che desideri.
 

Individua il tuo stile di attaccamento

Che tu stia lavorando autonomamente o con uno psicologo, avvicinati senza giudizio a tutto ciò che ti porta ad identificarti in uno stile. Ricorda che si tratta di risposte inconsapevoli, strutturate nel tempo a partire da vicende di cui non sei responsabile, ed alle quali hai solo potuto adattarti. Il tuo primo obiettivo è la sola consapevolezza del tuo stile di attaccamento. Curare le ferite richiede tempo, gentilezza, compassione e fiducia verso sé stessi.

Scopri lo stile di attaccamento del tuo partner

Che il tuo partner sia o meno interessato a ciò che stai facendo, è importante tu comprenda come il suo stile influenzi la tua relazione, e sia influenzato dallo stile dell’altro. Dei brevi esempi che nel tempo potrai capire meglio; se hai uno stile prevalentemente Sicuro, confrontarti con un partner Distanziante può attivare in te gli schemi di uno stile Preoccupato. Se hai uno stile Evitante, confrontarti con un partner Sicuro e particolarmente accudente può invece disorganizzarti, ed attivare schemi di uno stile Timoroso Evitante. Esplorare con il tuo partner questi aspetti può rivelarsi una sfida difficile ma appagante. Se invece il tuo partner è poco interessato a tutto ciò o ne ha timore, essere consapevole delle dinamiche che vivi può aiutarti ad affrontare le sfide che ogni relazione prevede.

Ferma su carta delle tracce di te

Un diario personale è uno strumento fondamentale di crescita personale. Abbandona le immagini stereotipate che il senso comune propone, dagli piuttosto la Tua forma. Possono essere singoli fogli datati, scritti quando davvero lo desideri e riposti in un cassetto. Può essere un vecchio quaderno o un diario della forma e del colore che hai in mente. In ogni caso la tua prima regola sarà di escludere il giudizio e la critica nei tuoi confronti. Lascia che sia uno spazio di cura gentile e premurosa verso te stesso. Inizia scrivendo dieci aspetti positivi del tuo stile di attaccamento. Concediti una pausa o riprendi nei giorni successivi, e definisci invece dieci limiti che il tuo stile esprime, e non desidereresti più portare con te.  

Riconosci i Trigger

I trigger sono quegli stimoli che attivano alcune tue precise risposte. Sono connessi alle tue ferite precoci. Nel concreto: Un partner che pur vivendo con te momenti di amore sincero ti dica di voler dedicare più tempo alle proprie amicizie, può attivare in te comportamenti di diffidenza, richiesta di rassicurazioni, test per verificarne i sentimenti fino all’imposizione di regole. Oppure un partner che invade i tuoi spazi richiedendoti incessantemente attenzioni e maggior coinvolgimento, può attivare una tua risposta di allontanamento e chiusura. Abbi cura di non giudicare te stesso né il partner. Evita le interpretazioni critiche, concentrati sui fatti. L’obiettivo è in questo primo momento –solo- quello di portare consapevolezza delle tue ferite precoci. Mano al tuo diario personale.
  • Mi sento in ansia quando la vedo per tanto tempo su whatsapp. Gli mando dei messaggi per chiedergli cosa faccia. Mi risponde sempre.
  • Mi sento oppresso quando lui mi chiede di passare più tempo insieme. Cerco di cambiare discorso o di spiegargli che ho bisogno di andarci piano. Sembra triste e preoccupato.
  • Mi sono sentito triste quando lei mi è sembrata distratta mentre la baciavo. Non ho detto nulla ma mi ha ferito.
  • Mi sono arrabbiata quando lui ha cercato di fare sesso anche sapendo che avevo la testa altrove. Gli ho detto di farsi un doccia fredda. Mi ha detto che sono insensibile e se n’è andato via.
Più trigger individui e più sarai in grado di riconoscere ferite interiori e nuclei disadattivi sui quali concentrarti.

Riconosci le tue ferite

Osserva i trigger che hai raccolto, ed individua delle tematiche ampie che li comprendano. Ad esempio la distanza, o la vicinanza. Se riesci, in seguito, cerca di distinguere tematiche più specifiche. Ad esempio definendo trigger riconducibili alla paura dell’abbandono, del rifiuto, di non essere amato, importante o visto dall’altro; o la paura di dipendere, dell’intimità, di coinvolgerti maggiormente e perdere il controllo, di sentirti sottomesso o impotente. Mentre i vari temi acquistano spessore, vedrai emergere dei modelli che renderanno più chiare le tue principali ferite legate all’attaccamento. L’obiettivo è identificare i tuoi nuclei di sofferenza mantenendo uno sguardo aperto, compassionevole e gentile verso te stesso. Ricorda che quanto di problematico potrai riconoscere, è il risultato di emergenze complesse cui hai dovuto rispondere mentre non eri che un bambino. Onora la tua esperienza.

Riconosci i tuoi bisogni

La piramide dei bisogni di Maslow, i bisogni fondamentali dell'uomoConsidera ciascun tema come un nucleo di sofferenza, una ferita al sistema dell’attaccamento. Cerca di connettere ciascun tema ai tuoi bisogni fondamentali. Autonomia, sicurezza, contatto emotivo, accettazione, riconoscimento, stabilità, qualunque bisogno fondamentale tu possa individuare. Questo ti aiuterà ad avere ben chiaro ciò che desideri dalla relazione, ciò che per te è davvero importante, e condividerlo in modo adeguato con il tuo partner. Ma alcuni dei nostri attuali bisogni sono spesso sovra investiti, proprio perché frustrati in prima infanzia. Ciò si riflette nel loro eccedere la normale misura, ad esempio nella relazione con il partner. Affrontare e rimodulare questi aspetti profondi, richiede tuttavia necessariamente la guida di un terapeuta esperto. Avvicinati in modo adulto, compassionevole e gentile ai tuoi spazi più vulnerabili.

Comunica i tuoi bisogni

Esplorare le tue vulnerabilità comporta un certo grado di sofferenza. D’altra parte consente di acquisire consapevolezza ed affermare i propri bisogni sani. Piuttosto che agire la rabbia o chiuderti, puoi comunicare i tuoi bisogni al partner, in un percorso condiviso che può restituire maggior comprensione dell’altro, autenticità ed intimità. Abbi cura di quei bisogni che percepisci come più importanti, pressanti o da sempre insoddisfatti. Oltre quanto siamo solitamente in grado di riconoscere, agiamo nella relazione comportamenti finalizzati alla soddisfazione di quei bisogni. Aspettarsi che vengano soddisfatti prevalentemente dal partner significa però demandare interamente all’altro la responsabilità del proprio benessere. Dell’amore, del senso di sicurezza, dell’autonomia, sino alla capacità di provare piacere nel mondo. Una responsabilità che nessuna persona potrà mai sostenere. Un obiettivo più sano e realistico è investire su te stesso. Costruire un diverso e più positivo senso di te, dell’altro, e delle relazioni, che sfortunate vicende possono averti negato.

Riparazione consapevole e compassionevole

Nel procedere di un percorso condiviso, potrete comprendere meglio la sofferenza che esiste dietro alcuni dei problemi attuali. Guardare al rapporto con ciascun genitore e le figure importanti, alle difficoltà familiari, aggiungere significato a quei comportamenti che indicano prima di tutto una vulnerabilità dell’altro. La tendenza ad attivarsi, la colpa e la rabbia possono diminuire nel realizzare ciò che realmente le determina, verso una riparazione cosciente e amorevole delle ferite dell’attaccamento. È importante considerare che si tratta di un percorso delicato e complesso, specie se privo di una guida professionale. L’attenzione costante di ciascuno partner dev’essere nel sostenere sé stesso e l’altro in modo consapevole e compassionevole.
Fonti bibliografiche:

¹ Bowlby, J. (1969). Attaccamento e perdita: Volume I. Attaccamento
² Hazan, C., & Shaver, P. R. (1987). Romantic love conceptualized as an attachment process
³ Spitz, R.R. (1945). Hospitalism: an inquiry into the genesis of psychiatric conditions in early childhood
⁴ Ainsworth M.D.S., Blehar M.C., Waters E., Wall S. (1978): Patterns of attachment: a psychological study of the Strange Situation
⁵ Schachner, D. A., Shaver, P. R., & Mikulincer, M. (2003). Adult Attachment Theory, Psychodynamics, and Couple Relationships: An Overview
⁶ Sroufe, L. A., Carlson, E. A., Levy, A. K., & Egeland, B. (1999). Implications of attachment theory for developmental psychopathology. Lingiardi, V., (2005). La personalità e i suoi disturbi
⁷ Bowlby, J. (1973). Attachment and loss: (Vol. 2)
⁸ Bowlby, J. (1980). Attachment and loss. (Vol. 3) Crittenden, P. M. (2006). A dynamic-maturational model of attachment Mikulincer, Mario, and Phillip R. Shaver. “Mental Representations of Attachment Security: Theoretical Foundation for a Positive Social Psychology.” (2005)
* Attili, G. “Attaccamento e legami. La costruzione della sicurezza”. (2018)

Dr Festo Terenzio calendario prenotazioniIl primo colloquio è uno spazio in cui iniziare a conoscerci, capire meglio cosa stai vivendo e farti un’idea del percorso terapeutico. Se senti che questo può essere il momento giusto, prenota il tuo primo incontro.

Approfondimenti

Se in ciò che leggi riconosci aspetti della tua esperienza, o desideri approfondire meglio alcuni temi, qui sotto trovi articoli che potrebbero interessarti. Se invece stai cercando uno psicologo a Roma Balduina o vuoi saperne di più sulla psicoterapia online, puoi consultare anche le pagine dedicate.