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Psicologo per il disturbo borderline di personalità a Roma Balduina e online

Psicologo per il disturbo borderline di personalità a Roma Balduina e online

Il percorso di psicoterapia per il disturbo borderline di personalità

Qui puoi trovare informazioni scientificamente aggiornate sul disturbo borderline di personalità e su come la psicoterapia possa aiutarti. Se stai cercando un percorso terapeutico per il disturbo borderline a Roma Balduina o online, potrai orientarti meglio sul mio approccio cognitivo comportamentale, e prenotare un primo colloquio gratuito.

Il disturbo borderline di personalità riguarda il modo in cui una persona vive le emozioni, le relazioni e l’immagine di sé. L’instabilità emotiva, la paura dell’abbandono, la difficoltà a regolare gli impulsi e un senso interno di frammentazione, possono rendere difficile il quotidiano. Che in altri momenti viene invece vissuto con intensità positiva, e quel magnifico bisogno e capacità di sentirlo fino in fondo. Ma nella sofferenza borderline, momenti di intensa vicinanza emotiva si alternano a fasi di distanza, rabbia, vuoto o disperazione. I tentativi di controllo possono dare un piccolo sollievo, ma sono anche parte di ciò che nel tempo mantiene il dolore. Al centro non c’è il desiderio intenzionale e consapevole di farsi del male, ferire o manipolare, ma un funzionamento emotivo che si attiva in modo rapido e intenso soprattutto nelle relazioni significative. Questo può condurre a pensieri, sensazioni e climi interni difficili da sostenere, che sul momento sembrano non avere mai fine.

Comprendere meglio come funziona la disregolazione emotiva e il disturbo borderline di personalità, aiuta a dare un senso a ciò che accade. Riduce la confusione e orienta verso un percorso adeguato, che non sia una soluzione momentanea o un conforto illusorio. Nelle parole che seguono descrivo la prospettiva attuale sulle tipicità del disturbo borderline, e i percorsi terapeutici oggi considerati più efficaci.

Come si manifesta il Disturbo borderline di personalità?

Disturbo borderline di personalità, i sintomi secondo il dsm5L’instabilità emotiva è uno dei nuclei centrali del Disturbo Borderline di Personalità (APA, 2012). L’instabilità emotiva determina fluttuazioni estreme dell’umore, instabilità nell’immagine di sé, nelle relazioni interpersonali, e impulsività (Skodol et al, 2002). L’espressione tipica del disturbo rende riconoscibili i sintomi di almeno cinque degli otto ambiti che seguono.

  • Disturbo borderline di personalità

    Instabilità dell’umore

    Le oscillazioni dell’umore sono talvolta rapide ed improvvise, in genere della durata di poche ore. Possono ad esempio condurre dalla serenità ad una profonda tristezza, dalla rabbia al senso di colpa. Emozioni di segno opposto possono essere compresenti portando ulteriore caoticità nell’esperienza emotiva della persona. Ansie intense ed episodiche sono frequenti. Variazioni dell’umore non casuali, dipendenti dall’estrema sensibilità alle sollecitazioni emotive dei contesti interpersonali (Linehan, 1993).

    «È come morire e risorgere, un continuo crollare e poi ritrovarsi in piedi. Il problema è che quando cadi il dolore è così reale e intenso che davvero ti sembra sia la fine. Poi ti riprendi e tutto questo disorienta. io non so assolutamente chi sono o dove mi trovo. È come essere in balia degli eventi, delle emozioni, sempre trascinata da qualcosa, sempre spinta come se fossi intrappolata in un’onda del mare che prima mi porta a largo e poi mi sbatte a riva. Fa paura, io grido, ma nessuno sulla spiaggia se ne accorge, nessuno può aiutarmi. Sono sola in questa tempesta. A volte vado sotto l’acqua, il fiato manca e divento un cadavere. Il dolore mi fa sentire viva. Il dolore mi fa male. Non sopporto il dolore. Non sopporto niente, sono fragile, troppo debole e sensibile. Una parola sbagliata, uno sguardo, una piccola mancanza mi mandano in crisi, io percepisco tutto, sento ogni minima cosa sulla mia pelle e dentro di me, non riesco a filtrare le cose che mi arrivano dall’esterno. Sono come pugnali che mi trafiggono il petto, ogni volta, e non posso impedirlo. Partono i giudizi, i dubbi. Mi sento tormentata, in bilico tra un pensiero e l’altro, tra un bisogno e un altro, prigioniera di convinzioni che spesso in realtà non mi convincono neanche. Credo di sabotarmi da sola, un pò.»

  • Disturbo borderline di personalità

    Instabilità nell’immagine di sé

    Bottiglia rotta con schegge di vetro sparse in terra, l'immagine evoca la frammentazione del sé nel disturbo borderline di personalitàLa persona con disturbo borderline ha una visione instabile e negativa di sé stessa. Può percepirsi come fragile, debole, difettata, cattiva, sbagliata, degradata, incapace, inutile, indegna e vulnerabile al tradimento e all’abbandono. Costantemente attenta e severa con sé stessa e l’altro, spende molto tempo nel tentativo di correggere dei propri presunti difetti, o acquisire caratteristiche rintracciate nell’ambiente relazionale e sentite desiderabili. Ciò sia imponendosi regole concrete, che attraverso un’intensa vita immaginativa agita anche come tentativo di regolazione delle emozioni (Beck & Freeman, 1990). I cambiamenti desiderati sono tuttavia spesso impossibili o non utili allo scopo di raggiungere il sé ideale atteso. Tentativi che ripiegano dunque sull’iniziale percezione negativa di sé, rinforzandola.

  • Disturbo borderline di personalità

    Instabilità nelle relazioni

    L'immagine mostra una scritta su un libro evocativa delle difficoltà interpersonali tipiche nel disturbo borderline di personalitàLe caratteristiche della vita emotiva, e di alcuni aspetti del pensiero frequenti nel disturbo borderline, delineano relazioni interpersonali tumultuose, intense e caotiche. Nei rapporti di amicizia o di coppia l’altro è inizialmente percepito come perfetto, buono, premuroso, sempre leale e indispensabile. Ma eventi che sollecitino la percezione di un’eccessiva distanza, vicinanza relazionale o squalifica, spesso conducono rapidamente ad una visione opposta dell’altro come minaccioso, ostile o subdolo. La sintomatologia del disturbo borderline, come detto presenta una larga dipendenza dal contesto relazionale, e dalle sue modalità validanti o invalidanti (Linehan, 1993).

  • Disturbo borderline di personalità

    La paura dell’abbandono

    L'immagine mostra un senza tetto, richiamando come oltre l'apparenza il bisogno prevalente è quello di umana gentilezza e contatto emotivo, tipicità ancora più pronunciata nel disturbo borderline di personalitàLa paura dell’abbandono è una minaccia interna sempre presente, relativamente silenziosa ed automatica, che può rapidamente intensificarsi a seguito di episodi relazionali talvolta innocui o minimi (Grinker, 1968). Un supposto o reale abbandono può attivare l’intenso terrore della perdita, o rabbia furiosa nel percepire l’ennesima conferma della propria indegnità e vulnerabilità. L’urgenza di scongiurare questo scenario può poi indurre sforzi frenetici che possono includere: il preventivo allontanare l’altro prima che si avvicini troppo per evitare l’abbandono, aggrapparsi, seguire i suoi movimenti o impedirgli fisicamente di andarsene, mendicare la sua presenza, protesta seguita da lite drammatica. Sfortunatamente questi comportamenti risultano inefficaci sul lungo termine, poiché ridondanti e non connessi ad una reale risoluzione del conflitto originario. Vengono dunque percepiti dall’altro come una manipolazione emotiva volta al mantenimento di una vicinanza fine a sé stessa, ed esitano nell’effetto opposto.

    Persona avvolta nella nebbia che si protegge con l'ombrello dalla pioggia, l'immagine evoca la fase dis valutazione tipica del disturbo borderline di personalitàNei momenti iniziali di una relazione di coppia la persona può sentirsi profondamente innamorata ed intensamente connessa al partner. Provare sincera stima per qualità personali che appaiono preziose ed esclusive. Avere la sensazione che la presenza dell’altro sia riparatrice di idee, sensazioni ed esperienze negative si sé. Provare il bisogno di giungere rapidamente ad una forte intimità. Quando emerge la fase di svalutazione, tuttavia, il cambio di visuale che porta dall’innamoramento alla disillusione può essere brusco e drammatico. L’altro può apparire inutile, privo di valore, stupido, cattivo o dannoso. Rappresentazioni opposte dell’altro di tipo buono/cattivo, giusto/sbagliato, premuroso/negligente, indispensabile/inutile etc., possono inoltre coesistere senza una chiara gerarchia di prevalenza, creando ulteriore caoticità.

    L’alternanza di idealizzazione e svalutazione dell’altro è quindi molto frequente, come il succedersi dei ruoli di vittima, carnefice, salvatore. Ciò può tradursi nel passaggio da un atteggiamento estremamente bisognoso, al distanziare l’altro affinché non divenga soffocante; dalla sottomissione all’aggressività; dal credere che l’altro detenga il potere di far sentire integra la persona, alla certezza che stia attivamente lavorando per rovinarla.

    Il passaggio dall’idealizzazione alla svalutazione è un bias di pensiero comune nel disturbo borderline, narcisistico, depressivo, e frequente anche in età adolescenziale. È la tendenza a concettualizzare la realtà, dunque anche dell’altro, in estremi di segno opposto: giusto/sbagliato, buono/cattivo, etc. Gli elementi non congruenti alla visione per opposti vengono trascurati. È una modalità di pensiero che preclude alla visuale le infinite sfumature di colore che esistono fra i due estremi, ma in apparenza preserva dalla minaccia dell’ambiguità. Sarebbe secondo alcuni autori (Kernberg, 1975) la paura dell’abbandono ad attivare cicli di idealizzazione / svalutazione del partner. Ciò contribuisce però a determinare reiterati fallimenti interpersonali, e su tali basi la tendenza a preferire nuove relazioni piuttosto che investire in quelle esistenti.

    L'immagine mostra la scritta al neon che recita "Escape", richiamando il passaggio dalla svalutazione all'idealizzazione, e le strategie di coping tipiche del disturbo borderline«Sere fa avevo così tanta voglia di sentirla.. così l’ho chiamata ma di fretta mi ha detto che mi avrebbe richiamato alla fine del film. Ho finto fosse tutto ok per non passare come al solito per quello pesante. Non ha chiamato per due ore e mezza. Mi faceva così male perché il giorno prima avevo iniziato a credere che davvero mi amasse.. invece ad ogni minuto che passava ricordavo le cose brutte successe e tutto ciò che non andava, e mi rendevo conto di essere solo un illuso e uno stupido. Non sapevo se essere più triste o più arrabbiato ma ormai avevo già deciso di lasciarla, prima che lo facesse lei tanto era quella l’aria. Poi ha richiamato e come se nulla fosse mi ha detto che il film è durato di più perché era pieno di pubblicità. L’avrei ammazzata ma anche baciata.. perché sentirlo mi ha fatto stare un pò meglio, così ho deciso di non lasciarla. Fingere che fosse ancora tutto ok, anche perché a quel punto ero esausto e volevo solo dormire. Ma in ogni caso mi conosce, doveva sapere come stavo. Non durerà a lungo.»

  • Disturbo borderline di personalità

    Impulsività e comportamenti rischiosi

    Il ricorso a comportamenti impulsivi e sconsiderati rappresenta un tentativo di regolare le emozioni durante le crisi emotive. L’impulsività può esprimersi con:

    • esplosioni di rabbiaL'immagine mostra una scritta al neon in un locale che recita "Cattiva abitudini", e accompagna i comportamenti rischiosi tipici del disturbo borderline di personalità
    • liti violente fino agli agiti fisici
    • comportamenti sessuali disordinati e non protetti
    • abuso di sostanze
    • abbuffate di cibo
    • ricerca di sensazioni forti o estreme
    • guida spericolata
    • gioco d’azzardo
    • spese sconsiderate
    • taccheggio
  • Disturbo borderline di personalità

    Difficoltà a controllare la rabbia

    Caratteristiche del disturbo quali la vulnerabilità e disregolazione emotiva, possono determinare che stimoli minimi attivino emotivamente la persona in modo repentino, intenso e prolungato. In questo contesto la rabbia può talvolta risultare intensa ed inappropriata, o difficile da controllare, concludendo così in agiti verbalmente o fisicamente violenti. In seguito, la persona può provare intensa vergogna o colpa, il che alimenta ulteriormente l’immagine negativa di sé. Gli scoppi d’ira hanno effetti critici sul versante relazionale. Avviano quei cicli interpersonali che la persona conosce, pur sentendoli al tempo stesso apparentemente protettivi giusti o necessari. Ciò contribuisce in modo importante alla fine delle relazioni.

    L'immagine evoca il nucleo della rabbia, criticità tipica nel isturbo borderline di personalità«Ricordo che quando si arrabbiava era come se non vedesse più chi fossi, ma sapeva benissimo quanto mi stesse facendo del male. Era impossibile ragionare, il suo tono sarebbe solo diventato più alto, accusatorio, umiliante e minaccioso. Alcune volte sembrava ancora meno lui perché diventava proprio rude, rozzo e succedeva in un istante. Diventava una persona che non aveva nulla a che fare con il suo carattere di sempre»

  • Disturbo borderline di personalità

    Ideazione paranoide ed episodi dissociativi

    Situazioni di stress possono concretizzare temporanei vissuti di ideazione paranoide, che dipingono le intenzioni dell’altro come malvagie o ostili. In altri casi la risposta allo stress può spostarsi verso episodi dissociativi di diversa natura, connotati da paura, solitudine, senso di abbandono. Talvolta la sensazione di vuoto o di non esistere affatto può attivare la spaventosa percezione di una totale assenza di scopi. Ciò aumenta il rischio di gesti impulsivi come l’automutilazione, comportamenti parasuicidari o il suicidio.

    Donna nascosta che guarda attraverso uno spioncino, l'immagine evoca l'ideazione paranoide come aspetti tipico di alcune fasi nel disturbo borderline di personalità«A volte le emozioni fanno così male, e sembrano non finire mai. Sembra che a me tutto faccia molto più male che agli altri. Poi ci sono i periodi in cui non sento più nulla, solo vuoto. Le persone ridono o piangono… e io non provo niente. In quei momenti so che nel fare le cose di ogni giorno dovrebbero esistere delle emozioni, io lo so. Solo che non riesco a sentirle. Se qualcuno mi parla cerco di sorridere o essere triste se serve, così almeno non pensa che io sia una brutta persona. Ma lo faccio solo con il viso. La verità è che non sento nulla, non esisto nemmeno. E penso che dentro di me c’è qualcosa di molto sbagliato. Ed è allora che mi ferisco. Così almeno posso sentire qualcosa. O a volte smettere di sentire cose che fanno ancora più male

  • Disturbo borderline di personalità

    Autolesionismo

    Essere intrappolati nelle proprie emozioni può essere spaventoso, drammatico e sfinente. In questo contesto i gesti autolesivi possono avere più finalità:

    • un tentativo di controllo sulle emozioni
    • un modo di esprimere la rabbia
    • ottenere temporaneo sollievo
    • punire sé stessi
    • percepire delle emozioni durante stati dolorosi in cui c’é il vuoto assoluto e l’assenza di emozioni

    L'immagine mostra un manichino in terra sull'asfalto, come rappresentazione del rischio suicidario nel disturbo borderline di personalitàComprendono il tagliarsi, bruciarsi, strapparsi i capelli, pizzicarsi, graffiarsi, o procurarsi in qualunque modo dolore fisico, sino al tentativo di suicidio.

    Il NIMH riporta che fino all’80% di chi soffre di disturbo borderline di personalità ha agito gesti autolesivi, o tentato il suicidio. Fra il 4% ed il 9% delle persone, riesce a suicidarsi (Gardner & cowdry, 1985).

Test Online

Se vuoi, puoi svolgere il test sul disturbo borderline di personalità per avere una prima indicazione. Per un uso etico, ricorda che un singolo test in nessun modo costituisce diagnosi. Solo un confronto con un professionista può fornire una diagnosi valida, e adeguate indicazioni per il trattamento.

Il decorso del disturbo borderline di personalità

Nella persona non adeguatamente trattata, l’andamento del disturbo spesso mostra nella prima età adulta un’instabilità cronica, elevata compromissione del funzionamento, episodi di grave disregolazione emotiva, e discontrollo degli impulsi. Le conseguenze sulla traiettoria evolutiva e realizzazione personale possono essere drammatiche. Il disturbo borderline di personalità ha un’espressione complessa e difficilmente classificabile in sottotipi (Gunderson, 2003). Ma nella pratica clinica si rintracciano due modalità prevalenti di funzionamento, non necessariamente stabili nella persona.

  • Una modalità inibita o fredda, coartata, in cui prevale il versante depressivo, lo spegnimento, il vuoto, l’assenza di scopi, ed in termini relazionali la distanza, con strategie di marcata compiacenza ed inibizione, il tutto alternato ad agiti di rabbia relativamente poco frequenti.
  • Una modalità impulsiva o calda, in cui prevale la disregolazione, frequenti agiti impulsivi e di rabbia verbale e/o fisica.

Parte del quadro sintomatologico del disturbo borderline di personalità, fra i 30 ed i 40 anni può talvolta virare verso la cosiddetta modalità fredda. L’andamento vede una riduzione di rabbia ed impulsività, il contestuale intensificarsi del versante depressivo, ed un generale miglioramento nel funzionamento della persona. La persona non adeguatamente trattata presenta un maggior rischio di uso di sostanze, depressione, autolesionismo e suicidio.

L’importanza della diagnosi differenziale

Caratteristiche comuni al disturbo bipolare: Entrambi i disturbi includono intensi stati di euforia e di depressione. Nel disturbo borderline di personalità, tuttavia, l’umore e il comportamento cambiano rapidamente in risposta a fattori stressanti di natura interpersonale, mentre nel disturbo bipolare l’umore è più sostenuto, e mostra oscillazioni cicliche indipendenti dal contesto relazionale. È comunque necessario tenere conto ai fini di una corretta diagnosi, che circa il 50% dei pazienti borderline manifesta anche un disturbo dell’umore.

Caratteristiche comuni al disturbo dissociativo dell’identità: Entrambi includono instabilità identitaria e rapide oscillazioni tra modelli diversi di umore e comportamento. Nel disturbo borderline, tuttavia, le alterazioni dell’identità non si aggregano in personalità distinte come avviene nel disturbo dissociativo dell’identità.

Caratteristiche comuni al disturbo istrionico di personalità: Entrambi i disturbi possono includere la ricerca di attenzioni, seduttività, labili confini interpersonali e modalità manipolative. Peculiarità dei pazienti con disturbo borderline di personalità è la visione negativa di sé ed il senso di vuoto. Alcuni pazienti soddisfano i criteri per più di un disturbo di personalità (APA, 2013).

Quali sono le cause del disturbo borderline di personalità?

In ambito scientifico internazionale, c’è concordanza nel ricondurre le cause all’interazione fra una vulnerabilità emotiva di base (natura genetica), e un contesto familiare invalidante (Linehan, 1993).
Contesto familiare invalidante: Il genitore è l’intero mondo del bambino, perché traduce per lui ogni elemento della realtà, mostrandogli come interpretarlo. È durante l’infanzia che si crea il mondo interno di ogni persona, attraverso la relazione precoce con la figura di riferimento. Nel bambino si formano cioè solide convinzioni di base su sé stesso, sull’altro, e sulla relazione con l’altro.

  • Chi sono io? L’altro (mamma o papà) come mi vede? Merito la sua attenzione, presenza, il suo amore e le sue cure? Ciò che mi da, come mi fa sentire? Chi mi fa sentire? 
  • Com’è di solito l’altro con me? Cosa posso aspettarmi dalle relazioni? E dal mondo?

Le relazioni e le storie che viviamo nella nostra infanzia, scrivono di noi ciò che siamo. Creano convinzioni e schemi di pensiero, emozione e comportamento, che porteremo con noi nella vita adulta. E applicheremo in modo automatico ad ogni aspetto della realtà.

  • Bambino raggomitolato su una sedia, con l'ombra di un adulto che agita una mano contro di lui. L'immagine evoca il neglect genitoriale tipico nel disturbo borderline di personalitàL’esperienza precoce di una relazione di attaccamento con un genitore non in grado di fornire intimo contatto emotivo positivo, e soddisfare adeguatamente i bisogni psicologici, emotivi e fisici del bambino;
  • la svalutazione e squalifica dei pensieri, emozioni e comportamenti del bambino;
  • l’esposizione precoce a modelli di interazione inadeguati, imprevedibili e caotici, presenti nella relazione genitore bambino e/o nella coppia genitoriale;
  • forme di maltrattamento, trascuratezza o abuso;

tutto ciò costituisce grave fattore di rischio per lo sviluppo del disturbo borderline di personalità. Stiamo parlando di un continuum che vede dauna parte il franco abuso, e dall’altra il trauma complesso. Ampie meta-analisi mostrano che chi soffre di Disturbo Borderline di Personalità riporta traumi infantili con una frequenza quasi 14 volte superiore rispetto alla popolazione generale.

Vulnerabilità emotiva di natura genetica o temperamentale: Spesso nei familiari di primo grado si rintraccia il disturbo borderline di personalità, o disturbo narcisistico di personalitàdisturbo evitante di personalità, DOC. Questo attribuisce un ruolo significativo ai fattori genetici, che da soli non sono tuttavia in grado di innescare l’espressione del disturbo. Mentre l’interazione fra una vulnerabilità emotiva di base (genetica o temperamentale), e un contesto familiare invalidante, rappresenta il fattore in grado di attivare l’esordio psicopatologico, e consolidare i tratti disfunzionali. Se vuoi, puoi approfondire ulteriormente le cause del disturbo borderline di personalità.

Come posso aiutare chi ne soffre?

Il disturbo borderline di personalità è uno dei disturbi più complessi, fraintesi e stigmatizzati. Se una persona a te vicina soffre di questo disturbo, questi sono alcuni dei modi in cui puoi aiutarla.

Prenditi del tempo per conoscere il disturbo borderline di personalità attraverso fonti qualificate, e capire meglio cosa stia realmente vivendo la persona amata.

Non puoi guarire il tuo partner dandogli amore incondizionato, sfortunatamente non funziona così. Le sue difficoltà non sono nate con te, non dipendono da te, e nonostante possano essersi apparentemente ridotte nel breve periodo iniziale della relazione, non possono risolversi nel rapporto di coppia. Incoraggia la persona amata a intraprendere un adeguato trattamento psicoterapico.

Esci dalla modalità sopravvivenza. Smetti di pensare, agire e vivere in funzione della coppia e del cambiamento che desideri nel tuo partner. Genera limiti insostenibili per entrambi, ed avvia cicli disfunzionali che rendono più probabile ciò che temi.

Sii comprensivo e paziente ma non sostituirti al tuo partner. Lo ostacoleresti in ciò che di importante sta imparando ad affrontare in modo più funzionale.

Stare meglio richiede tempo ed impegno, sia per chi soffre di questo disturbo che per le persone vicine. Ma i miglioramenti nel corso della psicoterapia sono progressivi e concreti.

Se vivi sintomi ansiosi e depressivi non considerarli secondari alle difficoltà del tuo partner. Intervieni subito e scegli un terapeuta diverso da quello che segue persona amata. Partecipare a brevi cicli terapeutici di coppia può essere utile e necessario, ma nel caso di percorsi individuali è importante tutelare i setting di ciascuna persona, evitando sovrapposizioni e possibili criticità per la relazione terapeutica.

Le persone con Disturbo borderline hanno una maggiore probabilità di compiere atti suicidari o autolesionistici, che anche involontariamente possono avere esito fatale. Se la persona cui vuoi bene sta pensando di farsi del male chiama immediatamente il 112 e richiedi assistenza qualificata. Oltre il rischio in sé, questa è per più ragioni la cosa giusta da fare.

Trattamento e cura del Disturbo Borderline di Personalità

Esistono diversi tipi di trattamento psicoterapico per il disturbo borderline di personalità. Attualmente la ricerca scientifica internazionale indica come trattamenti di maggior efficacia la Terapia dialettico comportamentale (DBT) e la Schema Therapy.

La terapia dialettico-comportamentale

La terapia dialettico-comportamentale (DBT) sviluppata da Marsha Linehan, è considerata il gold standard per il trattamento del disturbo borderline di personalità. Si è dimostrata particolarmente efficace nel lavoro sulla disregolazione emotiva e sul controllo degli impulsi, intervenendo sulle reazioni emotive intense e sui comportamenti impulsivi o autolesivi, spesso utilizzati come tentativo di gestire la sofferenza. La DBT non punta al cambiamento come primo obiettivo. Propone piuttosto un percorso che, a partire dall’accettazione, accompagna gradualmente verso il cambiamento. Il trattamento prevede una terapia individuale affiancata da uno skills training solitamente di gruppo, che serve per acquisire abilità pratiche. In particolare:

  • Le abilità di Mindfulness per aumentare la consapevolezza di sé, dei propri stati interni e dei comportamenti, e sviluppare un modo più stabile di stare nell’esperienza.
  • Le abilità di Tolleranza della Sofferenza per attraversare i momenti di crisi senza ricorrere a strategie disfunzionali, imparando ad accogliere ciò che c’è senza esserne travolti.
  • Le abilità di Regolazione Emotiva per comprendere e modulare le emozioni intense, riducendo i comportamenti impulsivi.
  • Le abilità di Efficacia Interpersonale per migliorare le relazioni e gestire i conflitti in modo più chiaro e utile.

La Dialectical Behaviour Therapy (D.B.T.), o Terapia dialettico comportamentale è raccomandata nelle principali linee guida internazionali per il trattamento del Disturbo borderline di personalità, per la sua efficacia dimostrata nel tempo. Consulta le raccomandazioni ufficiali del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), e dell’American Psychological Association (APA).

La schema-focused therapy

La schema-focused therapy (SFT) integra la prospettiva cognitivo comportamentale all’approccio psicodinamico. Ci ricorda che molti dei modi in cui oggi soffriamo nascono da bisogni emotivi che nell’infanzia non hanno trovato risposta. Ma ce lo ricorda davvero, attraverso tecniche specifiche, ovvero focalizzate. E lo scopo non è perdersi fra quei ricordi, ma sapere come si è arrivati fin qui, e sentire da dove ripartire. Da cosa separarsi, e cosa invece rincorrere con più soddisfazione. Quando esperienze come rifiuto, trascuratezza, instabilità o abuso si ripetono nel tempo, il bambino sviluppa degli schemi, cioè modi ricorsivi di sentire, pensare e reagire che lo aiutano ad adattarsi a quel contesto. Schemi che tendono a rimanere attivi anche nella vita adulta, riattivandosi automaticamente nelle relazioni e nelle situazioni emotivamente rilevanti, spesso proprio quando avremmo più bisogno di sentirci al sicuro.

La Schema Therapy lavora su questi pattern profondi, aiutando la persona a riconoscerli e a modificarli, anche attraverso la relazione terapeutica. Un elemento centrale è il limited reparenting: entro confini professionali chiari si costruisce un legame sicuro, in cui è possibile fare esperienza, spesso per la prima volta, di una risposta emotiva diversa, più stabile e sintonizzata. Gli obiettivi principali sono il cambiamento degli schemi disfunzionali, una regolazione emotiva più stabile e la possibilità di costruire relazioni più sane e soddisfacenti. Le evidenze mostrano una buona efficacia della Schema Therapy nel trattamento dei disturbi di personalità, in particolare del disturbo borderline.

Fonti Bibliografiche

American Psychiatric Association (2013), DSM-5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. Milano: Raffaello Cortina, 2014

Beck, A. T., & Freeman, A. M. (1990). Cognitive therapy of personality disorders. Guilford Press.

Gardner DL, Cowdry RW. Suicidal and parasuicidal behavior in borderline personality disorder. Psychiatr Clin North Am. 1985 Jun;8(2):389-403

Grinker R, Werble B, Drye R: The Borderline Syndrome: A Behavioral Study of Ego Functions. New York, Basic Books, 1968

Gunderson. La personalità borderline. Una guida clinica. Raffaello Cortina, Milano, 2003

Linehan, M. M. (1993). Cognitive-behavioral treatment of borderline personality disorder. Guilford Press.

Kernberg, O.F. (1975) Sndromi marginali e narcisismo patologico. Trad. it Bollati Boringhieri, Torino

Skodol AE, Siever LJ, Livesley WJ, Gunderson JG, Pfohl B, Widiger TA. The borderline diagnosis II: biology, genetics, and clinical course. Biol Psychiatry. 2002 Jun 15;51(12):951-63.

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Le tue domande frequenti

Come faccio a sapere se soffro davvero di disturbo borderline di personalità?

Non basta riconoscersi in alcuni sintomi per fare una diagnosi. È importante parlarne con uno psicoterapeuta esperto in disturbi di personalità, che sappia distinguere tra diversi livelli di sofferenza emotiva e relazionale. Anche se non si tratta di un disturbo in senso stretto, il tuo disagio merita attenzione.

È davvero possibile stare meglio?

Certamente sì, è possibile. La psicoterapia può aiutare a ridurre l’instabilità emotiva, migliorare le relazioni e ritrovare una continuità interna. Con approcci come la DBT e la Schema Therapy molte persone riescono a costruire una vita stabile, piena e significativa.

Quando capita di leggere di studi che provano l’efficacia di alcune tecniche, quegli studi contengono numeri, dati obiettivi che misurano i risultati. Ma in realtà quei numeri sono vite, e raccontano della serenità di quelle persone. Di quell’equilibrio possibile, che fa la differenza. 

Se non vedo disponibilità in calendario, cosa posso fare?

In alcuni periodi potresti non trovare immediata disponibilità in calendario, ma non significa che per l’intero mese non vi sarà spazio. Nuove disponibilità tornano di solito accessibili entro pochi giorni. Nel caso, ti suggerisco quindi di controllare a breve giro durante i giorni a venire.

Se desideri ricevere informazioni più precise sui tempi di attesa, o hai ricevuto indicazione di terapia presso di me da un servizio territoriale, ente o specialista, sentiti nella possibilità di scrivermi usando WhatsApp come canale privilegiato. Non appena potrò sarà mia cura risponderti.

Quanto dura una terapia per il disturbo borderline?

Non esiste una durata fissa, dipende dalla storia personale, dalle risorse disponibili e dagli obiettivi di ciascuno. 

In genere nel trattamento del disturbo borderline, specie quando si parte da zero, la durata prevedibile è di alcuni anni. Ciò non significa alcuni anni a una frequenza sempre settimanale, ma significa che potremmo avere un lavoro consistente da fare, specie i primi momenti. 

In seguito, quando una stabilità e serenità di base è guadagnata, sarà opportuno concordare insieme una frequenza ridotta, e poi una sospensione. 

Sospensione significa che, come per ogni percorso, a un certo punto non ci vedremo più. Ma sapendo che il nostro legame esiste, è lì. Ed in una fase difficile della vita potremo tornare ad affrontarlo insieme.

Il disturbo borderline è per sempre?

No. È una condizione che può cambiare profondamente nel tempo, soprattutto se affrontata con gli strumenti giusti. Non definisce chi sei, né è un’etichetta immutabile. La terapia può aiutarti a costruire una nuova stabilità.

Cosa succede se in terapia litigo con il terapeuta o provo rabbia?

Fa parte del percorso. Avere emozioni forti nella relazione terapeutica è normale, soprattutto quando si lavora su temi così profondi. L’importante è poterne parlare. Proprio, imparare a riparare la relazione, senza fuggire, può essere un’esperienza trasformativa.

Approfondimenti

Se vuoi approfondire alcuni aspetti specifici del disturbo borderline di personalità, qui trovi contenuti dedicati che possono aiutarti a comprendere meglio come funziona e cosa puoi fare. Se stai cercando uno psicologo a Roma Balduina o un percorso di psicoterapia online, puoi avere maggiori informazioni visitando le pagine dedicate.