Psicoterapia per la depressione a Roma e online
Il percorso di psicoterapia per la depressione
Qui trovi informazioni scientificamente aggiornate sulla depressione, sul suo funzionamento e sui trattamenti più efficaci. Potrai anche orientarti meglio su come lavoro e capire se, in questo momento, un primo colloquio possa esserti utile.
La depressione può toglierti motivazione, energia e piacere nel vivere le cose del mondo. Può allontanarti dai luoghi mentali, prima ancora che fisici, in cui prima trovavi serenità, e farti credere che ormai nulla possa cambiare. Ma è la voce della depressione, che priva la tua mente di ogni altro colore. Eppure altri colori esistono, anche se in questo momento potrebbero essere distanti dal tuo sguardo.
Colori che toccano gli affetti, i tuoi reali bisogni e obiettivi,
e le emozioni che li sostengono.
È il momento di tornare a sentire te stesso, l’altro, e il mondo.
Depressione, tristezza e perdita
Al centro della depressione c’è la tristezza, una delle poche emozioni primarie, universali e innate. E la tristezza è la risposta naturale a una perdita. Quando viviamo un cambiamento che ci toglie qualcosa di importante, la nostra mente ci porta a riflettere e cercare un nuovo equilibrio. Ci motiva a riorganizzarci e recuperare risorse, per ridurre lo scarto fra lo stato desiderato, e lo stato attuale.
Nella depressione, invece, si rimane fermi sulla valutazione della perdita subita, qualunque essa sia. Nel tempo lo spettro delle emozioni si riduce e appiattisce, e non sentiamo più piacere per ciò che prima ci faceva stare bene. Anche questo ci porta poi a criticarci, aggiungendo così dolore al dolore. È facile allora iniziare a pensare che questo vuoto ci definisca.
Ma è solo un inganno della mente, che in alcune circostanze può nascere e protrarsi. Il vuoto emotivo per certo non cancella ciò che ancora possiamo fare ed essere, lo preclude allo sguardo. Siamo persone dotate scopi, molti dei quali sani, realistici e gratificanti. Una buona terapia aiuta a riscoprirli e tornare in contatto con ciò che realmente dà significato alla tua vita. Riporta movimento dove tutto è fermo, sia a un livello concreto cioè fisiologico, che nel tuo mondo interno.
Perché mi sento depresso?
La depressione può assumere diverse forme, ma ciò che la origina può spesso essere ridotto a una dinamica prevalente. Conoscerla ti aiuterà a capirti, e leggere meglio le sue differenti espressioni.
Al centro della depressione, c’è sempre l’originaria idea che qualcosa di fondamentale per sé stessi, sia stata compromessa o persa. Ciò che in psicologia chiamiamo scopi sovraordinati (Castelfranchi, 2009). Priorità che si formano lungo la propria storia personale e danno significato al sé, guidando la propria vita. Essere rispettabili, amabili, di successo, onesti, capaci, potenti, importanti per l’altro, sono solo alcuni esempi comuni. Non si tratta di semplici obiettivi, ma dei veri motivi che ci fanno sentire vivi e dotati di senso. Sono di solito scarsamente consapevoli, automatici, e la loro compromissione può determinare brusche cadute depressive.
Quando la mente valuta di aver perso qualcosa di così prezioso, genera una tristezza intensa che ci spinge a ridurre la distanza fra il nostro stato attuale, e lo stato ideale desiderato. Ma se percepisci di non poter ridurre questa distanza, la tristezza può persistere e trasformarsi in depressione. E come descrive Beck nella sua triade cognitiva (1963), nel tempo si tende a consolidare una visione negativa di sé, del mondo e del futuro.
Disturbi depressivi
La scienza ha descritto le diverse forme che la depressione può assumere, e che è utile conoscere. Il DSM-5, il manuale diagnostico più utilizzato al mondo, distingue tra:
- Disturbo Depressivo Maggiore
- Disturbo Depressivo Persistente (Distimia)
- Disturbo della Disregolazione dell’Umore
- Disturbo Disforico Premestruale
- Depressione indotta da farmaci o condizioni mediche
Il Disturbo Depressivo Maggiore e il Disturbo Depressivo Persistente, possono presentarsi con caratteristiche specifiche. Tra queste la depressione peripartum (o postpartum), depressione stagionale, atipica o melanconica Ad eccezione dei disturbi ad eziologia prevalente nota (Ad es. il Dist. disforico premestruale, stagionale) queste forme condividono un nucleo comune. Come detto, quella sofferenza che nasce da una perdita sentita come profonda e significativa.
Disturbo Depressivo Maggiore
Il Disturbo Depressivo Maggiore si manifesta quando, per almeno due settimane, si presentano cinque o più dei seguenti sintomi, segnando un cambiamento rispetto al modo in cui la persona funzionava prima. Almeno uno dei sintomi principali deve essere un umore depresso oppure una perdita marcata di interesse o piacere per le attività quotidiane.
I sintomi possono includere:
- Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni. Nei bambini e negli adolescenti questo può tradursi in irritabilità più che tristezza.
- Perdita di interesse o piacere per quasi tutte le attività.
- Cambiamenti significativi nel peso o nell’appetito, senza dieta.
- Insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni.
- Agitazione o rallentamento psicomotorio.
- Faticabilità o mancanza di energia.
- Sentimenti di autosvalutazione o colpa eccessivi.
- Difficoltà di concentrazione o indecisione.
- Pensieri ricorrenti di morte o ideazione suicidaria.
Questi sintomi possono influire profondamente sul funzionamento personale, relazionale e lavorativo. Ma riconoscerli significa trovarsi a metà strada verso la soluzione.
Test Online
Se vuoi, svolgendo il test sulla depressione avrai una prima indicazione. Se sei in gravidanza o hai appena avuto un bambino, suggerisco il test sulla depressione post partum. Ma per un uso etico, ricorda che un singolo test in nessun modo costituisce diagnosi. Solo un confronto con un professionista può fornire una diagnosi valida, e adeguate indicazioni per il trattamento.
Disturbo Depressivo Persistente
Il Disturbo Depressivo Persistente, o distimia, si caratterizza per un umore depresso che dura per almeno due anni (o un anno nei bambini e adolescenti), per la maggior parte dei giorni. I sintomi tendono a essere più lievi rispetto a quelli del Disturbo Depressivo Maggiore, ma la loro persistenza può avere un impatto importante sulla qualità della vita.
I sintomi più comuni possono includere:
- Umore depresso per gran parte della giornata. Nei più giovani può manifestarsi come irritabilità.
- Scarso appetito o iperfagia.
- Insonnia o ipersonnia.
- Bassa energia o stanchezza.
- Bassa autostima.
- Difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni.
- Sensazione di disperazione.
Sintomi che spesso si accompagnano a un senso di insoddisfazione cronica e a una ridotta capacità di provare piacere. La loro durata prolungata può rendere difficile per la persona riconoscere che stare meglio, è realmente possibile. L’umore depresso si insinua nella quotidianità in modo non così intenso da spaventare, ma nemmeno così lieve da essere trascurabile. Letteralmente la persona si abitua alla depressione, e tende a confonderla con caratteristiche di sé che costruiscono quella normalità delle cose di ogni giorno.
Disturbo da Disregolazione dell’umore
Il Disturbo della Disregolazione dell’Umore è un quadro clinico che riguarda in particolare bambini e adolescenti. Direi pensato per cogliere il disagio questo momento dello sviluppo. È caratterizzato da una marcata e persistente irritabilità e frequenti scoppi d’ira, sproporzionati rispetto alla situazione. Questi sintomi devono essere presenti per almeno 12 mesi e manifestarsi in più contesti (casa, scuola, rapporti sociali). Se stai guardando solo di sfuggita queste parole, soffermati un momento in più. Questo disturbo è spesso sottodiagnosticato perché si tende ad associare la depressione solo alla tristezza, nella tipica immagine stereotipata che tanta letteratura e arte ci ha proposto. Ma anche la depressione dell’adulto, non di rado si esprime attraverso l’irritabilità, solitamente non compresa dagli altri, che la percepiscono come slegata o non giustificata dai fatti.
I segni tipici possono includere:
- Scoppi d’ira ricorrenti, intensi e sproporzionati, almeno tre volte a settimana.
- Umore costantemente irritabile o arrabbiato tra gli episodi di collera, osservabile da genitori, insegnanti o coetanei.
- Persistenza dei sintomi per almeno 12 mesi senza interruzioni significative.
- Esordio dei sintomi prima dei 10 anni.
Questo disturbo ha un impatto significativo sul funzionamento scolastico, sociale e familiare. È molto importante riconoscere e trattarlo precocemente per prevenire complicazioni future. Dunque secondo l’età sarà importante individuare uno psicologo psicoterapeuta specializzato nel trattamento dei disturbi dell’infanzia, adolescenza o età adulta.
Disturbo Disforico Premestruale
Il Disturbo Disforico Premestruale è una forma di depressione legata alla fase luteale del ciclo mestruale. Si manifesta con sintomi emotivi, cognitivi e fisici che compaiono nella settimana precedente le mestruazioni e si riducono significativamente o scompaiono dopo l’inizio del flusso. Questi sintomi possono interferire in modo rilevante con la vita personale, sociale e lavorativa.
I segni caratteristici possono includere:
- Umore depresso, disperazione o autocritica marcata.
- Ansia, tensione o sensazione di essere “sul filo”.
- Labilità emotiva (es. pianto improvviso).
- Irritabilità o conflitti interpersonali.
- Diminuzione dell’interesse per le attività abituali.
- Difficoltà di concentrazione.
- Letargia, facile affaticamento, ridotta energia.
- Cambiamenti nell’appetito, insonnia o ipersonnia.
- Sensazione di perdita di controllo.
- Sintomi fisici (es. tensione mammaria, dolori muscolari, gonfiore).
La diagnosi richiede che questi sintomi si ripetano per almeno due cicli consecutivi e siano tracciati attraverso un monitoraggio accurato.
Depressione, il percorso di psicoterapia
Una buona terapia per i disturbi depressivi, è quel percorso che permette anzi tutto di tornare a sentire sé stessi, gli altri, e il mondo. Non si centra solo sulla riduzione dei sintomi, che pure vanno monitorati come feedback della bontà del piano di intervento. Ma occorre riscoprire ciò che ci muove davvero, le nostre reali priorità, e i desideri che la tristezza preclude allo sguardo. Questo, nel contesto della relazione terapeutica, mobilita il cambiamento. Spesso chi soffre di depressione sente che ogni sforzo è inutile, che nulla può cambiare. Ma nella relazione terapeutica si apre uno scambio dove le idee, ricordi ed emozioni possono finalmente tornare ad essere pensate, e tradursi poi in azioni anche concrete oltre che mentali.
La terapia aiuta a riconoscere come alcune convinzioni profonde patogene si siano formate nel tempo. Lascia che emergano al di fuori dei processi automatici di cui vive la nostra mente nel quotidiano, e agisce quella che viene definita ristrutturazione cognitiva, cioè uno degli aspetti del percorso che crea le basi per il cambiamento, e la progressiva riduzione dei sintomi. Mostra come alcune di queste idee siano nate in momenti lontani e dolorosi, ma continuano a influenzare il presente. Grazie alla ricerca scientifica oggi sappiamo molto di più sul ruolo del trauma complesso nella depressione, e possiamo intervenire in modo più ampio ed efficace. Non è una comprensione esclusivamente razionale ciò a cui punta la terapia. Si tratta di un’esperienza intima e anche emotiva, che rimane a far parte del sé come aspetto di personalità. Attraverso il lavoro insieme si può tornare a guardare quei momenti, e portare luce dove prima c’era solo buio. Metodi e tecniche avanzate come la Schema Therapy o l’imagery with rescripting guideranno alcune fasi importanti del percorso terapeutico.
Ma non è solo un viaggio nella mente, è anche un appuntamento concreto con il corpo che spesso ha bisogno di essere riattivato. Tornare a svolgere azioni che nutrono la vita, un passo alla volta. E soprattutto ritrovare il valore dello scambio, perché è nell’incontro con l’altro che le idee si muovono, si trasformano, e aprono a nuove possibilità. La normalità, in fondo, non è altro che questo. Il dialogo tra noi e il mondo, che permette alle nostre idee di modellarsi anche in base a quelle degli altri. Un dialogo che la depressione interrompe, ma che la terapia può far ripartire.
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Primo colloquio psicologico
Il primo colloquio è un momento di conoscenza. Uno spazio riservato in cui dare voce a ciò che vivi, e trovare un primo orientamento. Ti basterà esserci, e sentire cosa ti lascia il nostro incontro.
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Le tue domande frequenti
In alcuni periodi potresti non trovare immediata disponibilità in calendario, ma non significa che per l’intero mese non vi sarà spazio. Nuove disponibilità tornano di solito accessibili entro pochi giorni. Nel caso, ti suggerisco quindi di controllare durante i giorni a venire.
Se desideri ricevere informazioni più precise sui tempi di attesa, o hai ricevuto indicazione di terapia presso di me da un servizio territoriale, ente o specialista, sentiti nella possibilità di scrivermi usando WhatsApp come canale privilegiato. Non appena potrò sarà mia cura risponderti.
È normale avere questo dubbio. La depressione si riconosce perché sintomi come una tristezza persistente, mancanza di energia, perdita di interesse per ciò che prima dava piacere, diventano stabili nel tempo e iniziano a interferire con la vita quotidiana. Un colloquio con un professionista può darti maggiori certezze.
La terapia è pensata per accompagnarti un passo alla volta, anche quando sembra che nulla possa cambiare. Sentirsi senza forze è un sintomo comune nella depressione, si, proprio a livello fisico. Può spaventare, lo so, come e più dell’assenza di speranza. Portati in terapia. Letteralmente porta te stesso/a dove tutto questo, giorno dopo giorno, può realmente cambiare.
La letteratura scientifica internazionale indica nella psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT) e nella farmacoterapia, i trattamenti di maggior efficacia. In piena onestà intellettuale non esistono dati di esito che riconoscano uno di questi due trattamenti come più efficace rispetto all’altro. Mentre ulteriori evidenze sottolineano però come il trattamento combinato (CBT + farmacoterapia) garantisca risultati più consistenti, e un minor tasso di recidivia.
Nella mia opinione il farmaco, in congiunzione con la psicoterapia, è un supporto indispensabile quando la depressione appare resistente a trattamenti ripetuti nel tempo, o quando esiste un rischio suicidario.
Le prime sedute sono sia un momento di conoscenza, che di valutazione dei sintomi. La giusta terapia è personalizzata, quindi in base ai tuoi specifici bisogni, concorderemo insieme le migliori opzioni di trattamento.
Generalmente sì. La terapia online nella depressione è efficace quanto la terapia in presenza. Ma se non hai limiti geografici o legati alla tua routine di vita, venire in studio aggiunge qualcosa di buono in più alla tua giornata, e alla nostra conoscenza.
Non esiste un tempo standard, perché ogni percorso è diverso. La terapia cognitivo comportamentale non è mai una terapia infinita, si lavora insieme per un periodo sufficiente a costruire il cambiamento e consolidarlo. Oltre questo periodo il legame terapeutico rimane sempre, come ogni relazione importante. Fa parte delle nostre vite e rimane lì, disponibile nei momenti di difficoltà, o anche belli che si sente di voler condividere anche solo con un messaggio. Ma benessere e autonomia è uno degli scopi generali di ogni buona terapia.
Approfondimenti
Se vuoi approfondire aspetti specifici dei disturbi depressivi, qui trovi contenuti dedicati che possono aiutarti a comprendere meglio come funziona e cosa puoi fare. Se stai cercando uno psicologo a Roma Balduina o un percorso di psicoterapia online, puoi avere maggiori informazioni visitando le pagine dedicate.