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Psicoterapia per il trauma infantile e relazionale a Roma Balduina e online

Psicoterapia per il trauma infantile e relazionale a Roma Balduina e online

Il percorso di psicoterapia per il trauma complesso

In queste pagine troverai informazioni accessibili e scientificamente aggiornate sul trauma complesso, e su come la psicoterapia possa aiutarti. Potrai orientarti meglio su come lavoro con il trauma infantile e relazionale, e capire se un primo colloquio possa esserti utile.

A volte la sofferenza non ha un nome chiaro.
Non sempre è fatta di parole o gesti che ne rendono evidente il volto,
e spesso nasce in giorni che non fanno troppo rumore,
ma resta lì, sotto la tua pelle.

Un filo rosso sottile, continuo,
che tiene legati pensieri e sensazioni dolorose di te.
Mi sento sbagliato, inutile, inadeguato, debole, rotto, un impostore, sfigato, fallito, diverso.
La tristezza senza motivo, o quel vuoto che si apre anche quando le cose, in teoria, dovrebbero andare bene.
L’ansia indefinita che abita il corpo prima ancora che la mente.

C’è chi convive con una rabbia che non gli appartiene ma lo governa,
rendendo problematiche le relazioni finché l’unico rifugio torna a essere quel silenzio in fondo familiare.
Chi desidera legami profondi ma finisce per cercarli in relazioni che feriscono,
come se l’amore, ormai, non potesse che avere quella destinazione.

C’è chi è stanco di lottare per essere amato.
Chi ha imparato a trattenere tutto, emozioni, bisogni, parole.
Chi mendica affetto anche quando sa che non arriverà.
E chi si accuccia nell’angolo di una stanza,
lasciandosi consumare lentamente dalla vergogna.

Questi e altri vissuti rischiano di rimanere senza significato,
se non incontrano uno sguardo che sappia riconoscerli.
Ripetere l’equivoco che li ha nutriti fino ad ora.

Ma quando questo accade, le cose possono cambiare.
Il dolore può prendere un’altra forma.
Smettere di spaventare, minacciare.
Smettere di rubare la vita.

Questa forma di sofferenza profonda e cronica viene comunemente chiamata
trauma psicologico dell’infanzia, o trauma relazionale.
In ambito clinico è definita trauma complesso, o trauma evolutivo.

Le parole che seguono sono qui per raccontarti cos’è, da dove nasce,
e cosa puoi fare se senti che, in qualche modo, parla anche di te.

Trauma dell’infanzia: uno sguardo al passato

Spesso un trauma dell’infanzia non lascia segni immediatamente riconoscibili.
Già noi stessi facciamo fatica a riconoscere certe ferite.
E si può crescere, studiare, lavorare, costruire una vita che in superficie assomigli a tante altre.
Eppure, dentro, qualcosa si è incrinato.

E non è successo nulla di eclatante.
Molti ricordano di non essere mai stati picchiati.
O solo il giusto, e comunque di averle sempre meritate.
Le urla? In quale famiglia non si urla?
Le liti? Capitano a tutti.
La freddezza, la distanza emotiva, le rotture, la critica continua, l’instabilità?
Avevano i loro problemi, ma ricordo anche momenti così belli.

genitori che litigano vicino a un bambino piccolo

La mente ha questa straordinaria capacità: rende accettabile ciò che è inaccettabile,
quando si tratta di sopravvivere. Normalizza, giustifica, dimentica. Ma solo a metà.

Noi siamo le relazioni che ci hanno cresciuti, costruiti,
insegnandoci attraverso lo sguardo dell’altro chi siamo, come sono gli altri, e com’è il mondo.
Ma se quello sguardo è assente, confuso, ostile o incoerente, anche l’idea di noi stessi si fa fragile.
Così, se qualcosa di spiacevole da sempre ti accompagna, probabilmente non nasce con te,
ma ha condiviso con te la stessa culla.

A volte il trauma complesso ha il volto della violenza esplicita, dell’imprevedibilità, dell’abuso.
Ma più spesso è fatto di assenze, silenzi, incoerenze, e può lasciare ferite simili.

A mancare può essere una presenza che accoglie, guida, protegge, dà sicurezza.
È ciò che in ambito clinico viene definito child neglect: quando chi si prende cura di noi manca di sintonizzazione, cure emotive, riconoscimento.

La solitudine del bambino nel trauma complesso

Altre volte, invece, la presenza c’è ma è francamente abusante.
È confusa, spaventata e spaventante, maltrattante o ambivalente.
La figura che dovrebbe proteggerti coincide con chi ti ferisce e mette in pericolo.
E la paura è il prezzo da pagare per non restare solo.
Non impari a fidarti, ma a rimanere legato anche se fa male.

Bambina terrorizzata dal genitore, scenari purtroppo tipici nella formazione del trauma dell'infanzia o trauma complesso

Ciò che chiamiamo autostima, fiducia in sé, regolazione emotiva,
nasce per lo più dall’attenzione e dal riconoscimento ricevuti da piccoli,
quando il nostro mondo interno prende forma.

È quel nucleo caldo interno che viene dal sentire di essere davvero visti, amati, importanti nella mente di chi per noi lo è. È così che impariamo a sentirci amabili, di valore, capaci.

Un genitore che vuole davvero parlare con te.
Cui piace guardare il mondo con te, ed è felice di te.
Che traduce per te le emozioni difficili, quando serve.
E si fida di te.

una famiglia insieme, presenti l'uno per l'altro, l'immagine evoca la reciprocità emotiva e connessione e senso di familiarità

Quel nucleo caldo è presenza e amore incondizionato.
La possibilità di esplorare il mondo sapendo di poter sempre tornare da mamma o papà,
trovando una base sicura in cui prendere e dare quell’affetto che ci dice che è tutto a posto.
Che noi siamo a posto.
E che nel tempo, ti permette di sentire in te stesso un buon compagno di viaggio per la vita. 

Diversamente, il bambino cresce con un vuoto che può avere molti nomi,
ma una base comune: il trauma evolutivo.

Anche se antico, questo dolore può cambiare forma.
Può trovare un senso diverso negli adulti che siamo.
Può, finalmente, diventare passato.

Test Online

Se vuoi puoi svolgere il test sul trauma infantile per avere una prima indicazione. Ma se hai appena vissuto un evento traumatico e noti sintomi intrusivi, è più indicato il test sul PTSD. Per un uso etico, ricorda che un singolo test in nessun modo costituisce diagnosi. Solo un confronto con un professionista può fornire una diagnosi valida, e adeguate indicazioni per il trattamento.

Attaccamento e modelli appresi: l’infanzia dentro l’adulto

Le prime relazioni non sono solo affetti, sono strutture psichiche.
Modelli operativi interni di funzionamento nelle relazioni, automatici e largamente inconsapevoli.
Modi di amare, di chiedere, di proteggerci, di fuggire o di cedere, pur di non perdere l’altro.

Se da piccoli siamo cresciuti accanto a figure imprevedibili, fredde, giudicanti o incoerenti,
oggi, probabilmente, sentiremo la fatica di stare in relazione. Potremmo aver consolidato modelli operativi interni che esprimono:

  • uno stile di relazione preoccupato, se viviamo l’amore con ansia e bisogno costante di conferme.
  • uno stile distanziante, se ci proteggiamo creando distanza, proprio quando qualcuno si avvicina davvero.
  • Oppure oscillare in uno stile disorganizzato, quando si desidera una vicinanza al tempo stesso temuta, e si cerca protezione per poi allontanarsi, senza capirne davvero il perché.
Schema degli stili di attaccamento nell'adulto

Sono copioni emotivi appresi.
Strategie nate per sopravvivere a legami che non erano sicuri, anche se avrebbero dovuto esserlo.
Stili di attaccamento nelle relazioni intime adulte che possono essere di tipo sicuro, o di tipo insicuro preoccupato, distanziante, timoroso-evitante.

E così oggi cerchiamo approvazione, temiamo il rifiuto,
ripetiamo relazioni che ci feriscono, legami traumatici.
Non perché vogliamo soffrire,
semplicemente ricalchiamo ciò che un tempo ci ha permesso di adattarci.

A volte ci vergogniamo del bisogno d’amore che sentiamo ingestibile.
Altre ci convinciamo di non valere abbastanza da essere davvero visti.

Questi modi di stare con gli altri, o stili di relazione, non nascono nel presente.
Sono un eco del passato. Seguono i nostri modelli operativi interni sviluppati nell’infanzia, cioè le istruzioni relazionali di base codificate nella nostra mente. E se non li riconosciamo, con alta probabilità possono portarci nei luoghi che temiamo da sempre, specie nelle relazioni sentimentali di tipo romantico.

Dedicati del tempo approfondendo i 4 stili di attaccamento adulto nelle relazioni romantiche. La teoria dell’attaccamento è fra i pilastri dell’attuale scienza psicologica, e saperne di più è un ottimo punto di partenza. Puoi avere un quadro più ampio seguendo i link che ti proporrò, e se vuoi, alcune buone letture che troverai fra le fonti bibliografiche di ciascun articolo.

Segnali del trauma relazionale: come si manifesta oggi?

Il trauma relazionale non sempre lascia dietro di sé un’immagine precisa.
Molto più spesso, si presenta come uno stato d’animo persistente, e difficoltà che si ripropongono.
Spiacevoli ridondanze della nostra vita affettiva, emotiva, corporea.

È una forma di dolore che non parla la lingua dei ricordi, ma quella delle sensazioni che ricorrono.
Dei pensieri spiacevoli che ci accompagnano.
Delle dinamiche di coppia che degradano sempre allo stesso modo.

Potresti riconoscerti in alcune di queste esperienze:

  • Ti senti sbagliato, anche quando gli altri ti rassicurano.
  • Cerchi vicinanza con intensità, ma ti spaventa l’intimità vera.
  • Vivi con la sensazione di dover meritare affetto, per non essere lasciato.
  • Quando qualcuno si avvicina, temi che prima o poi ti farà del male.
  • Provi un vuoto difficile da colmare, anche quando tutto sembra a posto.
  • Ti senti fuori posto o invisibile, anche nelle relazioni importanti.
  • Reagisci con panico, rabbia o chiusura davanti a un rifiuto, una critica, un silenzio.
  • Tendi a legarti con chi ti svaluta, rivivendo relazioni traumatiche.
  • Vivi il corpo, le emozioni o l’ansia come qualcosa da controllare o evitare.
  • Ti proteggi anche quando vorresti lasciarti andare.
  • Ti senti sempre in difetto, in dovere, mai abbastanza.
  • A volte ti sembra di aver perso contatto con te stesso

Il trauma relazionale parla attraverso ciò che ci manca, che temiamo,
ma continuiamo a ripetere anche sapendo che ci farà male.

Una donna tiene in mano un cartello "come possono i nostri cuori malconci sopportare ancora tanto dolore"? Metafora delle logiche ricorsive del trauma relazionale.

Ma non è un destino.
Molte persone per lungo tempo non riconnettono i propri vissuti attuali alle loro naturali origini. Ma quando si inizia a farlo, diviene possibile trasformarle.
Dare loro un nome, riconoscerle,
significa iniziare a prendersene cura.

Scena che ritrare un momento della Psicoterapia per il trauma infantile e relazionale a Roma Prati e online

Il dolore nascosto: identità, corpo, emozioni

Ci sono sofferenze che non trovano parole, ma si fanno spazio lo stesso.
Si insinuano nel modo in cui sentiamo il nostro corpo, ci raccontiamo la nostra storia, viviamo le emozioni.

Molte persone che portano dentro di sé un trauma precoce non ricordano un evento preciso,
ma convivono con la sensazione di essere sbagliate. Come se qualcosa in loro fosse rotto. O mancasse.

Alcuni si sentono incoerenti, attraversati da parti interne in conflitto.
Altri costantemente spenti e scollegati da sé stessi.
Altri ancora si sorprendono a cercare inconsciamente la sofferenza, come se il dolore fosse l’unico codice affettivo possibile.
C’è chi si detesta per il bisogno continuo d’amore, e chi si vergogna per il modo in cui si lascia svalutare pur di non perdere l’altro.

Quando le emozioni sono state fonte di pericolo o trascuratezza, impariamo presto a tenerle lontane.
Diventiamo iper-razionali, controllati, scollegati da ciò che proviamo.
A volte, non ci rendiamo nemmeno conto di quanto ci siamo allontanati da noi stessi.

Il corpo però parla.
Tensione cronica, insonnia, stanchezza continua, dolori senza causa apparente, tutto questo può essere il linguaggio di quel trauma non riconosciuto. Una forma di dissociazione lieve. Una spinta alla chiusura. Un allarme muto.

Il trauma non elaborato non scompare. Si nasconde nei gesti quotidiani, nelle emozioni che evitiamo, nei pensieri che ci trattengono.

Diagnosi e comorbidità, sintomi e difficoltà frequenti

Non tutto è un disturbo.
Ma quando il dolore resta a lungo invisibile, può trovare altri modi per emergere.

A volte compare come un disagio diffuso, che non riusciamo a spiegare.
Altre, prende la forma di sintomi specifici, che sembrano arrivare all’improvviso ma hanno radici lontane.

Spesso, chi convive con un trauma relazionale arriva in terapia già con una diagnosi in mente.
Altri si sentono in crisi, ma non sanno dare un nome a ciò che vivono.
In entrambi i casi il punto non è etichettare il problema, ma comprenderne il funzionamento.

Il dolore non visto può assumere forme diverse.
Tra le più frequenti:

Questi e molti altri quadri hanno come substrato il trauma complesso, sui quali in psicoterapia solitamente si interviene in una fase che viene definita di lavoro sulla vulnerabilità storica. Ed è proprio di questo che si tratta; vissuti che rendono la persona vulnerabile a un’espressione sintomatologica che può assumere varie forme.

Una risposta creativa, a un ambiente affettivo disorganizzante. Il modo che il sistema ha trovato per adattarsi, proteggersi, sopravvivere, e andare avanti.

Molte persone convivono per anni, spesso purtroppo decenni, con gli effetti di un trauma relazionale senza poterli riconnettere davvero alla propria storia. Si abituano a funzionare così, a sopportare, gestire, resistere. Ma ci sono momenti in cui questo equilibrio inizia a cedere. Di solito quando le relazioni diventano troppo dolorose, il senso di vuoto si intensifica, e l’ansia, la vergogna o la solitudine iniziano a occupare troppo spazio.

Se stai cercando uno psicologo per trauma relazionale o trauma infantile, è probabile che tu abbia già provato a capire da solo cosa ti sta succedendo. Spesso però queste dinamiche non si risolvono con la sola consapevolezza. Tutto questo può diventare troppo da portare da soli, mentre rivolgersi a uno psicologo esperto in trauma può fare la differenza. Non c’è nulla che non vada in te, ma devi poterlo realmente comprendere e sentire, cioè farne una tua esperienza interna, permettendo che quelle sensazioni, idee dolorose e limiti possano divenire altro.

Un percorso di psicoterapia può aiutarti a collegare ciò che vivi oggi alle sue origini, e soprattutto a costruire modalità nuove, più stabili e meno dolorose di stare con te stesso e con gli altri. Ciò che hai vissuto merita finalmente uno spazio in cui essere compreso e trasformato.

Psicoterapia per il trauma evolutivo

Non possiamo cambiare ciò che è stato.
Ma il modo in cui lo portiamo dentro, quello si.
Ed è spesso un cammino che non si può fare da soli.

Se nella relazione esistono aspetti di sofferenza che ci accompagnano,
la sede naturale in cui affrontarli è la relazione terapeutica.
La psicoterapia per il trauma evolutivo è quindi prima di tutto un lavoro sul legame.

Il percorso terapeutico per il trauma con il Dott. Festo Terenzio, nello studio di Roma Balduina oppure online.

Nel tempo, si lavora insieme per:

  • riconoscere le ferite del passato e come guidano il presente
  • ricostruire un senso di sé più saldo, autentico e vitale
  • ritrovare il contatto con le emozioni, il corpo, il desiderio di essere in relazione
  • riconoscere e integrare quei modelli operativi interni, con modalità più sane, flessibili e orientate alla reale soddisfazione dei tuoi bisogni

Il mio approccio parte da una base cognitivo comportamentale, e integra strumenti evidence-based per una terapia costruita sulla persona, fra i quali;

  • EMDR, quando opportuno, per rielaborare specifici ricordi traumatici.
  • Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI), per il lavoro sugli stati mentali tipici.
  • Schema Therapy come impalcatura fondamentale nel lavoro sulla personalità.
  • Compassion Focused Therapy per mediare le istanze critiche verso il sé e la relazione

Primo colloquio psicologico

Il primo colloquio è un momento di conoscenza. Uno spazio riservato in cui dare voce a ciò che vivi, e trovare un primo orientamento. Ti basterà esserci, e sentire cosa ti lascia il nostro incontro.

Se credi sia il momento giusto puoi prenotare un primo colloquio gratuito. Ricevo in presenza nel mio studio di Roma Balduina, oppure online in videochiamata Google Meet.

Prenotazione primo colloquio psicologico

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nell’ora scelta ci incontreremo in studio, o ti contatterò online

Se dopo il primo colloquio gratuito sceglierai di proseguire, concorderemo la frequenza più adatta alle tue esigenze. Per trasparenza, di seguito trovi l’onorario di ciascuna modalità:

  • Psicoterapia In presenza nel mio studio a Roma Balduina.
    90 € seduta individuale o di coppia
     
  • Psicoterapia Online in videochiamata.
    75 € seduta individuale o di coppia

Le tue domande frequenti

Se non vedo disponibilità in calendario, cosa posso fare?

In alcuni periodi potresti non trovare immediata disponibilità in calendario, ma non significa che per l’intero mese non vi sarà spazio. Nuove disponibilità tornano di solito accessibili entro pochi giorni. Nel caso, ti suggerisco quindi di controllare a breve giro durante i giorni a venire.

Se desideri ricevere informazioni più precise sui tempi di attesa, o hai ricevuto indicazione di terapia presso di me da un servizio territoriale, ente o specialista, sentiti nella possibilità di scrivermi usando WhatsApp come canale privilegiato. Non appena potrò sarà mia cura risponderti.

Come faccio a capire se ho vissuto un trauma relazionale?

Spesso non c’è un ricordo preciso, ma una sensazione costante: sentirsi sbagliati, avere paura dell’intimità, rivivere sempre gli stessi dolori nelle relazioni. Il trauma relazionale non sempre lascia segni evidenti, ma può farsi sentire nei modi in cui ci leghiamo, ci proteggiamo, o ci allontaniamo. Se qualcosa ti risuona, può essere importante parlarne.

È possibile guarire da un trauma infantile?

Sì, possono cambiare forma attraverso un lavoro terapeutico adeguato, e la tua motivazione. Guarire non significa dimenticare, ma rimettere al proprio posto quel dolore, affinché non continui a condizionare chi sei oggi.

Serve per forza scavare nel passato?

In terapia si lavora nel presente, a partire da come vivi oggi le emozioni, i legami, l’autostima. Ma è importante entrare nei luoghi in cui tutto ha avuto inizio. Quelle memorie hanno generato idee su di te, sull’altro e sul mondo, che si sono poi consolidate negli anni. Per integrarle con ciò che oggi sai del mondo, e ciò che troveremo insieme in terapia, è necessario accedere a quelle informazioni che regolano il tuo funzionamento. 

Se emergono ricordi, saranno affrontati in sicurezza, ma non è obbligatorio “rivivere tutto” per stare meglio.

Questo può rispondere anche a un’altra domanda che potresti avere in mente. No, non si tratta di insistere per anni su questa strada, e non devi temere se credi di non ricordare. Oggi disponiamo di tecniche più avanzate per garantirci un varco utile, come ad esempio l’Imagery with rescripting.

Quanto dura una terapia per il trauma relazionale?

Dipende da molti fattori: la profondità del disagio, la storia personale, le risorse disponibili. In ogni caso, non c’è un percorso prestabilito. La terapia procede al ritmo che senti sostenibile, con obiettivi condivisi lungo il cammino. Il suo obiettivo è il tuo benessere primo e la tua piena autonomia, nel più breve tempo possibile.

La terapia online è efficace anche per traumi profondi?

Sì, online è possibile lavorare in modo profondo ed efficace tanto quanto nella terapia in presenza. Molte persone si sentono anzi più a loro agio nel luogo più familiare delle mura domestiche, o in luoghi creativi e piacevoli fra la natura. È sempre molto interessante.

In presenza di disturbi dissociativi gravi, tuttavia, la terapia online non è un’opzione da considerare. In questo caso ti aiuterò a trovare un riferimento affidabile nella tua città, attraverso i network professionali di terapia cognitiva di cui faccio parte.

EMDR o altri metodi di intervento sul trauma hanno la stessa efficacia nella psicoterapia online?

Si, nella mia esperienza sono generalmente applicabili e nella stessa misura efficaci, indipendentemente dal tipo di setting scelto (online o in presenza). Approfondisco il tema in questo articolo sull’efficacia dell’EMDR online. Tuttavia è sempre necessaria una valutazione iniziale, poiché in alcune circostanze (presenza di precise comorbidità, o eventi traumatici specifici e recenti) può essere preferibile o necessario il setting in presenza. 

In questo caso, se non ti fosse possibile raggiungere il mio studio e non avessi in mente un professionista di fiducia, mi attiverò consultando le reti sanitarie nazionali di cui faccio parte, per reperire uno o più riferimenti validi che possa seguirti.

Approfondimenti

Se vuoi approfondire alcuni aspetti specifici del trauma complesso, qui trovi contenuti dedicati che possono aiutarti a comprendere meglio come funziona e cosa puoi fare. Se stai cercando uno psicologo a Roma Balduina o un percorso di psicoterapia online, puoi avere maggiori informazioni visitando le pagine dedicate.